Un’emergenza continua e il mercato che stenta a decollare, non le premesse migliori per affrontare l’ottavo di finale della Coppa Italia contro il Torino. Ma Gian Piero Gasperini prova a sdrammatizzare lo stesso alla vigilia della gara e se parlando della formazione dice “sarà difficile da sbagliare in attacco”, nel caso Raspadori non vuole entrare. “Non ne sono a conoscenza e non saprei cosa aggiungere”, le sue parole provando a tagliare corto. La cronaca degli ultimi giorni, però, ha indispettito tutti: dal tecnico a Massara, passando per la proprietà. Perché quando il sì di Jack sembrava a un passo, l’inserimento del Napoli per un ritorno di fiamma con Raspadori ha rallentato tutto, creando uno stallo che ha costretto i giallorossi a muoversi diversamente per non farsi trovare impreparati.
E così le alternative si chiamano Robinio Vaz, giovane talento del Marsiglia di De Zerbi, e Malen, attaccante dell’Aston Villa. Due operazioni da circa 20-25 milioni l’una sulle quali la Roma ha accelerato notevolmente per dare a Gasperini quello che serve, ma nel frattempo contro il Torino farà con ciò che ha a disposizione. Non tantissimo, visto anche l’infortunio di Ferguson che si aggiunge a quelli di Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi.
Così l’attacco dovrebbe essere quello del secondo tempo contro il Sassuolo e quindi con Soulé ed El Shaarwy, dietro a Dybala. Uomini contati anche in difesa perché Mancini sconta ancora la squalifica rimediata nel derby di Coppa Italia, mentre Ndicka è rientrato dalla Coppa d’Africa, ma partirà dalla panchina. Dunque Gasperini chiederà un altro sforzo a chi ci sarà domani. Non fosse solo per la possibilità di giocare una finale in casa. “Sarebbe fondamentale – dice l’allenatore giallorosso -. Ma il percorso da qui in avanti sarà impegnativo”. Si comincia con il Torino che definisce una squadra “ostica”, dopo eventualmente l’Inter ai quarti, poi semifinali e finale.
Un ultimo atto che Gasperini per tre volte ha giocato e perso con l’Atalanta. “E’ un rimpianto non esser riuscito a vincere quel titolo”, le sue parole. Un conto aperto che spera di chiudere nella Capitale, in attesa di un mercato che gli regali ciò che serve. “Noi dobbiamo cercare di convincere i giocatori che arrivano a sentirsi parte di un progetto e di una squadra forte, con la convinzione di poter raggiungere risultati”, spiega Gasp. E sui Friedkin non ha dubbi: “Sono dei grandi imprenditori che hanno la capacità, rimanendo a contatto con la realtà, per individuare al meglio quel che può essere utile nell’ambito della strategia futura”. Non a caso da una settimana Ryan Friedkin è tornato a Trigoria e sarà presente anche per la sfida con il Torino. La prima della stagione da dentro o fuori.