Il dibattito sull’utilizzo del Var continua ad animare il mondo arbitrale e non solo. A fare il punto della situazione è stato il designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi, intervenuto durante la trasmissione Open Var su DAZN. Un confronto diretto, utile per chiarire le linee guida attuali e le possibili evoluzioni di uno strumento che, dopo otto anni di applicazione, resta al centro del confronto tra addetti ai lavori e tifosi.
“Se vedi anche le novità regolamentari che arriveranno, vanno in una direzione in cui il Var viene probabilmente usato qualcosina in più su determinati casi, in alcuni casi secondo me anche giusto, in altri c’è da fare una riflessione: ma questo secondo me, come sempre, va fatto a bocce ferme e a stagione conclusa”. Rocchi sottolinea come il percorso di crescita non possa prescindere dall’analisi a mente fredda, ma allo stesso tempo evidenzia la necessità di non restare ancorati al passato. “Noi stiamo cercando di fare una scelta che è quella di una decisione giusta, il Var deve intervenire, questo è un po’ il concetto che ho cercato di spiegare ai ragazzi – spiega -. Alla fine, dopo otto anni di utilizzo, possiamo sempre partire come eravamo otto anni fa? Secondo me no”.
Il tema centrale resta quello delle aspettative del pubblico. “Le persone a casa non si aspettano che io venga qua e ti dica “guarda, lì c’è un calcio di rigore ma il Var non può intervenire” – prosegue -. Probabilmente te lo posso dire una volta, perché ci sono delle situazioni ancora estremamente grigie; ma la stragrande maggioranza dei casi no. Se noi veniamo a spiegare un episodio – conclude – è perché ti dico è rigore e quindi il Var deve intervenire, oppure non è rigore e il Var è intervenuto per rimuoverlo. Altrimenti dopo otto anni, io da utente sarò un po’ in dubbio che il Var possa servire. Questa è un po’ la grande discussione che c’è su questo tema”.
Entrando poi nei casi della 27ª giornata, Rocchi ha analizzato gli episodi più discussi. In Parma-Cagliari, il contatto tra Valenti e Caprile è stato giudicato fallo in attacco, diversamente da quanto accaduto in Milan-Parma con la rete di Troilo inizialmente annullata e poi convalidata dopo review. “Ribadisco la validità del gol in Milan-Parma: un giocatore che si mette fermo sulla linea di porta non commette fallo e non si può annullare la rete. In quel caso, la comunicazione però non ci è piaciuta tanto. In Parma-Cagliari, invece, l’arbitro Massimi fa “prevenzione” e spiega la situazione prima dei corner – spiega Gianluca Rocchi -. Finché i giocatori stanno fermi, non abbiamo base regolamentare per intervenire. In altri campionati, ci sono anche 5 giocatori fermi nell’area piccola. Dall’altra parte, va lasciata libertà al portiere di potersi muovere. Se ci sono movimenti che danno fastidio al portiere, a quel punto si interviene. L’arbitro è stato molto bravo perché ha individuato il contatto fra Valenti e Caprile e ha fischiato fallo in attacco a favore del Cagliari”.
Spazio anche a Inter-Genoa, con il giallo a Calhanoglu per il fallo su Ekuban. “La decisione del campo è corretta e questo rende tutto più semplice. Giusto poi controllare tutti i parametri per un possibile Dogso (negare una chiara occasione da gol, ndr), ma nessuno di questi può portare a quella decisione”, aggiunge il designatore. Infine, sul gol di Pavlovic in Cremonese-Milan: “Serviva la certezza dell’eventuale tocco (di mano, ndr) e, in caso di dubbio, sarebbe stata confermata la decisione del campo – conclude -. In questo caso, la telecamera retroporta stabilisce che il tocco è “diviso” e quindi il gol viene convalidato correttamente”.