Nesta Elphege si è già preso la scena a Parma. In sole due gare è risultato determinante per avvicinare in maniera concreta, a questo punto gli scongiuri appaiono inutili, la formazione guidata da Cuesta alla permanenza in categoria. Partito titolare a causa della squalifica di Pellegrino, considerato fin lì praticamente imprescindibile nell’organico gialloblù, ha fornito il colpo di testa che ha innescato immediatamente la rete di Strefezza contro il Napoli, match poi concluso in parità. Successivamente, contro l’Udinese, ha segnato il gol decisivo appena sei minuti dopo il suo ingresso in campo al posto dell’argentino fermato da un infortunio, ricevendo proprio da quest’ultimo l’assist, ricambiando quanto accaduto la settimana precedente.
Queste due giocate rappresentano perfettamente le caratteristiche di questo attaccante francese, di origini camerunesi, che a 25 anni ha già raggiunto una buona maturità calcistica. Il tocco volante contro gli azzurri ha evidenziato la sua abilità nel rifinire di testa con estrema precisione, mentre la rete segnata a Udine ha messo in luce la capacità di proteggere il pallone e la rapidità nel girarsi verso la porta. A ciò si aggiunge la sua predisposizione a far avanzare la squadra, fungendo da punto di riferimento per i compagni che si inseriscono da dietro. Una soluzione preziosa sia per superare il pressing avversario con lanci lunghi, sia per gestire situazioni contro difese ben organizzate.
Merito al Parma per aver individuato questo talento nella seconda divisione francese, tra le fila del Grenoble. Curiosa anche la storia legata al suo nome: chi lo associava al celebre difensore campione del mondo 2006 si sbagliava. È stato lo stesso Elphege a chiarire: “Mio padre era un grande appassionato di Bob Marley. Alessandro Nesta? Impossibile non conoscerlo, da piccolo pensavo che il mio nome fosse per lui. Quando ho chiesto ai miei genitori, mi hanno detto che era più per il secondo nome di Bob”.
Con i suoi 196 centimetri di altezza rappresenta una presenza dominante al centro dell’attacco e una risorsa sempre più rilevante per Cuesta. Non sorprende che sia stato lui a spezzare la serie negativa del Parma, che durava da sei turni senza successi. Ora che la salvezza è a un passo e manca soltanto la conferma matematica, nelle ultime cinque giornate di campionato ci saranno probabilmente più opportunità per vederlo protagonista in campo.