A fine partita ha chiamato tutti i ragazzi attorno a lui in mezzo al campo del Via del Mare e ha parlato a loro per alcuni minuti. Cosa gli abbia detto, non è dato saperlo, ma Palladino sicuramente è soddisfatto del 3-0 rifilato dalla sua Atalanta al Lecce. Un risultato importante a fronte anche dei risultati delle dirette competitor per l’Europa.
Nonostante ciò, quando il tecnico si presenta ai microfoni di Dazn non lascia trasparire particolari emozioni. Appare rilassato. E molto concentrato. Non a caso, la sua disamina parte dai primi 20′ di partita, gli unici in cui il Lecce ha provato a mettere in difficoltà i nerazzurri.
«Era una partita con tante insidie. La prima dopo la sosta, e noi siamo stati la squadra con più giocatori via per le Nazionali, ben quindici. Non era facile preparare al meglio la partita. In più faceva anche caldo… La nostra manovra era un po’ lenta in avvio, eravamo un po’ prevedibili. Poi ci siamo sbloccati, abbiamo aggiustato qualcosa e la squadra è stata in partita per tutto il primo tempo».
Fondamentale il gol di Scalvini a rompere l’equilibrio: «Siamo stati bravi a sbloccarla. Attaccavamo bene la profondità, tranne a sinistra, dove potevamo farlo un po’ di più. Comunque bene la prestazione e il fatto che abbiamo ottenuto un altro clean-sheet, cosa che ci dà fiducia. Questa era la prima di otto finali, ora dobbiamo continuare la nostra scalata. Abbiamo staccato quelle sotto e siamo con il fiato sul collo di quelle davanti».
L’impressione è che l’Atalanta abbiamo gestito le energie, accelerando nei momenti giusti: «Ci aspettavamo un Lecce aggressivo come nei primi minuti – spiega Palladino -, per loro era una partita decisiva. A me è piaciuta la maturità della squadra. Abbiamo concesso qualche ripartenza, ma siamo stati dentro la partita. Dopo 15′ siamo venuti fuori con qualità, tecnica e dinamismo e abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Ora abbiamo due scontri diretti importanti, la semifinale di Coppa Italia… Ho chiesto alla squadra di alzare l’asticella in questi ultimi due mesi».
L’allenatore torna poi sull’importanza di non aver preso gol: «Il nostro Dna prevede il fatto di difendere insieme e attaccare insieme. I ragazzi sanno quanto ci tengo alla fase difensiva. Ma anche a quella offensiva. In tal senso, l’importanza di trovare sempre il compagno libero davanti è fondamentale. Non sempre lo abbiamo fatto in passato, oggi sì. E infatti potevamo anche fare qualche gol in più. Anche chi è entrato, da Pasalic a Kamaldeen, oltre che Raspadori, hanno reti nelle gambe».
A rendere ancora più dolce la Pasquetta nerazzurra sono i risultati di Roma (sconfitta ieri, 5 aprile, dall’Inter) e Como (pareggio per 0-0 a Udine): «Ovviamente sono risultati importanti per noi – conclude Palladino -. Non ne ho parlato con la squadra, ma con i telefonini ormai si è sempre connessi e si sa sempre tutto. A me interessava fossero concentrati sulla partita. Voglio arrivare all’ultima giornata consapevole che abbiano dato tutto».