Modena (MO)

Modena, Nador: «Con Galloppa posso osare di più»

Il centrale togolese presenta la sfida di Chiavari e analizza il pareggio con il Mantova

Da oggetto misterioso dell’estate a protagonista della difesa del Modena. Steven Nador ha raccontato il percorso di crescita compiuto nel calcio italiano e le sensazioni alla vigilia della trasferta sul campo dell’Entella. Il difensore togolese, nato in Germania e in possesso anche del passaporto tedesco, è intervenuto nella sala stampa dello stadio Braglia dopo una prima parte del 2026 caratterizzata da prestazioni sempre più convincenti.

Il prossimo impegno dei gialloblù è in programma domenica a Chiavari, su un terreno in sintetico dove il Modena, in Serie B, non ha mai ottenuto una vittoria. Nador individua proprio nel terreno di gioco una delle possibili difficoltà della partita, pur ritenendo che la superficie dell’Entella possa essere migliore rispetto a quella affrontata a Carrara. «A Chiavari le maggiori difficoltà le avremo dal campo in sintetico, anche se penso sia migliore di quello che abbiamo trovato a Carrara», ha spiegato il difensore.

La crescita nel campionato italiano

Secondo Nador, però, la principale insidia sarà rappresentata anche dalla qualità della formazione ligure. L’Entella, ha sottolineato, è una squadra che tra le mura amiche propone un buon calcio. Il Modena dovrà quindi affrontare una gara impegnativa, ma l’obiettivo resta provare a conquistare l’intera posta: «Terreno sintetico o meno, noi a vincere ci proveremo, questo è certo».

La maturazione del difensore è stata graduale. Dopo l’esordio di gennaio a Pescara, Nador ha trovato continuità e sicurezza, fino a essere considerato tra i centrali più autorevoli del campionato cadetto. Il giocatore ha spiegato di aver avuto bisogno di tempo per adattarsi al calcio italiano, definendo decisiva la fiducia ricevuta dall’allenatore Galloppa. «Ora mi sento bene e soprattutto avverto la fiducia del mister e riesco anche ad osare di più sul campo», ha detto.

Il rammarico per il pareggio

Il centrale è tornato anche sul pareggio di sabato scorso contro il Mantova, risultato che ha lasciato qualche rimpianto nella squadra emiliana. «Pensavamo di vincere, invece alla fine abbiamo perso due punti», ha osservato. Nador ha poi parlato dell’intesa con Folino, suo compagno di reparto: tra i due, ha spiegato, c’è un feeling speciale e la presenza di un giocatore forte al proprio fianco rende più semplice il lavoro difensivo.

Le uscite palla al piede sono tra gli aspetti che testimoniano la maggiore libertà raggiunta dal giocatore. Alla domanda se sia l’allenatore a chiedergli di spingersi maggiormente in avanti, Nador ha risposto con una battuta: il tecnico prepara le tattiche, ma poi sono i calciatori a prendere le decisioni durante la partita.

In conferenza non è mancato un riferimento ad Andrea Belotti, possibile avversario e compagno di allenamento. Nador ha riconosciuto la qualità dell’attaccante, capace di segnare molti gol, ma ha assicurato che contro di lui affronterebbe la sfida come sempre, senza cambiare il proprio modo di giocare. «Non faccio niente di diverso da quello che so fare sul campo», ha chiarito.

Infine, il difensore ha parlato del Togo, nazionale di cui veste la maglia. Pur non avendo mai vissuto nel Paese, Nador ha spiegato di non aver avuto dubbi quando si è trovato a scegliere quale rappresentativa indossare.