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Milano si prepara all’«opzione Trump» per la finale di hockey

Vertice in prefettura per un’eventuale visita lampo del presidente USA all'Arena di Santa Giulia

Milano si prepara all’«opzione Trump» per la finale di hockey

La suggestione si sta trasformando in ipotesi concreta: l’«opzione-Trump» entra ufficialmente nell’agenda del comitato provinciale per l’ordine pubblico. A Milano si lavora a un piano straordinario in vista della possibile presenza di Donald Trump alla finale del torneo maschile di hockey su ghiaccio, in programma domenica alle 14.10 alla Ice Hockey Arena di Santa Giulia.

Tutto dipenderà dal cammino degli Stati Uniti: se il team a stelle e strisce dovesse centrare la finalissima, il presidente americano potrebbe assistere dal vivo alla sfida, che secondo i pronostici potrebbe trasformarsi in un derby ad alta tensione contro il Canada.

Piano sicurezza in stand-by

Il vertice in prefettura servirà a tracciare le linee guida di un dispositivo di sicurezza ancora in fase embrionale. Il Viminale, la prefettura e la questura attendono indicazioni ufficiali dalle autorità statunitensi, che dovrebbero arrivare soltanto venerdì, al termine delle semifinali.

Al momento si lavora “a soggetto”, predisponendo ipotesi logistiche sul tragitto tra gli aeroporti milanesi — Aeroporto di Milano Malpensa o Aeroporto di Milano Linate — e l’impianto di Santa Giulia. Sul tavolo anche l’eventuale spostamento verso Verona per la cerimonia conclusiva dei Giochi.

Toccata e fuga senza soggiorno in città

Se confermata, quella di Trump sarebbe una visita lampo: arrivo in tarda mattinata o primo pomeriggio e ripartenza immediata dopo la partita. Nessun pernottamento a Milano, a differenza di quanto avvenuto con JD Vance, che durante il suo soggiorno aveva scelto come base il Grand Hotel Gallia, riservando diversi piani al proprio staff.

Questa volta, almeno nelle intenzioni iniziali, non sono previsti fuori programma né tappe collaterali. Ma senza comunicazioni ufficiali da Washington, ogni scenario resta aperto.

Ordine pubblico: nessun allarme, ma massima attenzione

Il comitato provinciale presieduto dal prefetto Claudio Sgaraglia, con il questore Bruno Megale e i vertici delle forze dell’ordine, definirà nelle prossime ore il primo assetto operativo. Dirigenti e funzionari sono già stati “precettati”, nonostante il weekend fosse teoricamente di alleggerimento dopo il tour de force dell’inaugurazione olimpica, che aveva portato a Milano oltre 50 capi di Stato.

Per ora non risultano preavvisi di manifestazioni. La possibile presenza del presidente USA non ha acceso proteste formali, e i tempi stretti rendono difficile organizzare mobilitazioni su larga scala. Inoltre, le misure di sicurezza previste attorno all’Arena renderebbero complessa qualsiasi iniziativa nelle immediate vicinanze.

Milano, intanto, resta in attesa. Tutto dipenderà dal ghiaccio e dal risultato degli Stati Uniti: se sarà finale, allora l’«opzione-Trump» potrebbe diventare realtà.