Roberto Mancini è tornato al lavoro con un’idea precisa: non c’è tempo da perdere. La sua seconda esperienza sulla panchina dell’Italia prenderà ufficialmente il via venerdì all’Olimpico, quando gli azzurri affronteranno il Belgio nella prima gara della fase a gironi di Nations League. Un nuovo capitolo che il commissario tecnico ha accolto con entusiasmo, ma anche con la consapevolezza che il percorso dovrà essere costruito rapidamente.
“Ieri quando sono tornato ero molto felice, abbiamo passato momenti molto belli insieme. Per me è un grande piacere. Ai ragazzi i concetti che dirò saranno semplici: per vincere devi essere una squadra che gioca bene, che si diverte e che ha voglia di fare qualcosa di importante. Gli dirò di divertirsi, perché nello sport se non ti diverti non raggiungi risultati. Abbiamo una fortuna, il nostro lavoro è la nostra passione”.
Prima di parlare del campo, Mancini ha voluto ricordare Sandro Mazzola: “Volevo unirmi al cordoglio di tutta Italia nel ricordo di un mito come Sandro”. Poi spazio al nuovo staff e alle prospettive: “Diana Bianchedi (capo delegazione, ndr) ha fatto la storia di uno sport molto caro alla mia città, la conoscevo da tempo e ci sarà utile. Cosa porto? Il calcio si evolve, cercheremo di fare qualcosa di positivo, ci vorrà del tempo”.
La priorità è individuare rapidamente i giocatori su cui costruire il futuro, con particolare attenzione ai giovani. “Per avere una squadra forte in futuro dobbiamo essere veloci nel capire i giocatori che possono darci una mano, specialmente i giovani. Vogliamo vederli sul campo. Bello avere giocatori come Palestra, Dimarco e Calafiori. Nel 2021 avevamo una Nazionale con giocatori piccoli, ora siamo di livello anche dal punto di vista fisico”.
Il ct non intende vivere del passato: “Non sono in credito per la vittoria degli Europei. Sulla scelta di anni fa dovrò fare bene per riconquistare i tifosi azzurri”. Anche la presenza crescente di stranieri in Serie A rappresenta una questione da affrontare senza alibi: “Dobbiamo trovare la soluzione a questo problema. Serve trovare giocatori che abbiano qualità tecniche sperando che possano fare il salto di qualità nei loro rispettivi club. Baldini ha lasciato un buon terreno alla nostra Nazionale. Vogliamo vedere tutti i giovani senza lasciare nulla al caso”.
E ancora: “Noi non possiamo lamentarci, dobbiamo trovare la soluzione. La soluzione è andare a vedere e sceglierli velocemente, anche per non rischiare di perdere quelli col doppio passaporto. Zoma è andato in tedesca che ha un ottimo livello, sta facendo bene e speriamo continui”.
L’idea è mescolare esperienza e freschezza: “Dai giocatori esperti che diano una mano all’inserimento dei giovani. Dai giovani che mettano a disposizione tutto ciò che hanno, i giovani spesso giocano tranquilli e spensierati, fanno cose che i più vecchi magari non fanno perché pensano troppo”. E sulla nuova generazione aggiunge: “Stanno venendo fuori adesso tutti insieme, sono felice per questo perché hanno qualità tecniche e fisicità. Nella mia prima esperienza non avevamo tanti giocatori così, fisicamente eravamo indietro ad altri ma avevamo qualità tecniche enormi e per questo abbiamo fatto risultati importanti”.
Sul campo non ci sarà però un sistema rigido: “Al di là di qualche giocatore infortunato, vediamo. Siamo aperti a qualsiasi situazione tattica: possiamo giocare con le due punte, col 4-3-3, ma anche in altri modi. I giocatori sono capaci di fare tante cose, inizieremo ad allenarci e poi vedremo in questi giorni”.
L’obiettivo resta dichiaratamente immediato: “Io parto per avere una squadra che domina, che gioca bene, che dia sempre il massimo. Non si può sempre vincere ma noi partiremo per fare questo, per vincere. Siamo tutti positivi”.
Mancini sa che dovrà riconquistare anche il rapporto con il pubblico: “Per riconquistare i tifosi dobbiamo fare le cose per bene e riportare l’Italia dove merita. Voglio una squadra che domini e giochi sempre per vincere”. E sul rilancio aggiunge: “In questo momento conta chi ha dei minuti nelle gambe perché nelle partite di settembre ci sono sempre delle difficoltà. Sono qui per vincere il più velocemente possibile. Costruire una squadra con questi giovani mi incuriosisce e sono sicuro che ci toglieremo delle soddisfazioni. Stanno venendo fuori tanti giovani con qualità tecnica e fisica, meglio degli altri anni. Sono sicuro che qualcosa nei prossimi quattro anni porteremo a casa, non inizio mai per perdere, c’è bisogno di vincere e dobbiamo cercare di farlo in fretta. Siamo positivi, di giocatori qualcosa mi intendo”.
Anche la questione arbitrale trova spazio nel nuovo corso: “Ho sempre pensato che l’Italia giocasse ad un ritmo inferiore perché si fischiavano troppi mezzi falli. In Premier League non fischiano quasi mai, per me è molto positivo”.
Il resto lo dirà il campo. La prima risposta arriverà venerdì contro il Belgio, ma Mancini ha già tracciato la rotta: costruire senza perdere tempo, valorizzare i giovani e riportare l’Italia a competere con ambizioni importanti.