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L’Italia si affida Romano: il regista pronto al debutto con Mancini

Il centrocampista del Cagliari ha scelto definitivamente l’azzurro dopo la trafila nelle giovanili svizzere. Il Ct lo ha già seguito da vicino e ora può convocarlo: a centrocampo cerca proprio un play puro

L’Italia si affida Romano: il regista pronto al debutto con Mancini

Per Alessandro Romano il viaggio verso la Nazionale italiana comincia da molto lontano, precisamente da Winterthur, in Svizzera, dove è nato il 17 giugno 2006. Quasi 400 chilometri più a nord, nello stesso giorno, l’Italia affrontava gli Stati Uniti a Kaiserslautern nel Mondiale tedesco. Oggi quella coincidenza sembra quasi un appuntamento scritto dal destino. Perché Romano, dopo essere cresciuto calcisticamente in Italia e aver indossato le maglie delle selezioni giovanili svizzere, ha scelto definitivamente l’azzurro.

E il protagonista di questa storia è diventato improvvisamente uno dei nomi più interessanti del Cagliari e del nuovo corso di Roberto Mancini.

Dalla Roma allo Spezia, poi il Cagliari

Romano ha mosso i primi passi importanti nella Roma, ma senza riuscire a trovare quello spazio che probabilmente avrebbe meritato. Nella scorsa stagione sono arrivate appena due presenze, prima del trasferimento in prestito allo Spezia, in Serie B, a gennaio. Anche in Liguria il percorso non ha avuto l’esplosione che ci si sarebbe potuti aspettare.

Poi, il 1° luglio, la svolta. Il Cagliari lo ha portato in Sardegna con la formula del prestito con obbligo di riscatto fissato a 6,5 milioni di euro. Una cifra che oggi sembra quasi un affare per i rossoblù.

Dopo il successo contro l’Atalanta, Pisacane non ha nascosto il proprio entusiasmo: «Ho un gioiello tra le mani».

Romano è ormai diventato un punto fermo del Cagliari e la sua crescita non è passata inosservata nemmeno a Mancini, che lo ha seguito da vicino. Venerdì, per lui, potrebbe arrivare la prima chiamata con la Nazionale maggiore.

Nato in Svizzera, ma italiano dentro

La storia internazionale di Romano è particolare. I genitori sono italiani e lavoravano in Svizzera quando Alessandro è nato. Il centrocampista possiede quindi entrambe le nazionalità e ha percorso tutta la trafila delle selezioni elvetiche, dall’Under 16 all’Under 20.

La Svizzera, però, non ha mai esercitato una pressione particolare sui giocatori con doppio passaporto. L’Italia, al contrario, ha da tempo intensificato la ricerca di giovani con origini italiane e Mancini ha inserito Romano nel proprio radar.

Il ct lo ha contattato e lo ha osservato dal vivo già al suo debutto in campionato, contro il Parma, quando Romano ha anche trovato il gol. Le risposte sono state positive.

«Vengo, mister».

Quando Murat Yakin ha provato a intervenire per convincerlo a scegliere la Svizzera, ormai era troppo tardi. Nel frattempo Romano aveva già preso la sua decisione e, con il nuovo regolamento, ha potuto effettuare il cambio di nazionale una volta. In settimana è arrivata anche l’autorizzazione della FIFA, rendendo definitivo il passaggio all’Italia.

Il ruolo che manca a Mancini

La vera ragione dell’interesse azzurro, però, è soprattutto tecnica. Romano è un play puro, un ruolo nel quale l’Italia ha bisogno di nuove soluzioni.

Controllo palla, visione di gioco, personalità e capacità di calciare dalla distanza sono le caratteristiche che lo hanno fatto emergere. A Cagliari ha giocato praticamente sempre, con l’unica eccezione della sfida contro il Verona, quando è entrato nella ripresa.

Più frequentemente viene utilizzato a destra della coppia di mediani accanto a Winks, ma può anche agire davanti alla difesa quando Pisacane sceglie il centrocampo a tre.

Ed è proprio in quella posizione che può diventare particolarmente interessante per Mancini. L’Italia dispone di diversi centrocampisti di qualità, ma oggi manca un vero erede del Jorginho dei tempi migliori.

Locatelli è fermo ai box, Ricci non sta trovando spazio. Ci sono mezzali d’inserimento come Frattesi, Barella, Doumbia, Pisilli e Ndour, giocatori più portati alla regia come Tonali, Fagioli e Cristante e una soluzione particolare come Gaetano, regista adattato anche sulla base delle idee di Sarri.

Romano, invece, nasce proprio come playmaker. E a soli vent’anni ha davanti margini di crescita enormi.

Quattro partite in undici giorni: il turnover sarà inevitabile

La prima convocazione arriva inoltre in un momento particolare per il nuovo calendario internazionale. L’Italia dovrà affrontare quattro partite in undici giorni, rendendo praticamente impossibile affidarsi sempre agli stessi uomini.

Il primo appuntamento sarà il 25 settembre a Roma contro il Belgio, una sfida nella quale gli azzurri avranno l’obbligo di partire con l’obiettivo dei tre punti.

Tra i pali ci sarà Donnarumma, mentre in difesa dovrebbero partire Mancini e Bastoni. A sinistra è possibile l’impiego di Dimarco, anche per preservare Calafiori in mezzo. Sulla destra la situazione è più aperta, con Kayode, Di Lorenzo e Bellanova in corsa, mentre Palestra è ancora a quota zero minuti.

A centrocampo Frattesi sembra difficilmente rinunciabile. Tonali, Barella e Cristante si giocano gli altri posti. Davanti, con Esposito possibile riferimento centrale, spazio a un esterno più offensivo come Raspadori o Kean e a un elemento più equilibrato come Politano.

Mancini osserva Torino-Roma

Prima di pensare alla formazione, però, Mancini deve completare le proprie valutazioni. Il ct sarà questa sera a Torino-Roma, soprattutto per osservare Pisilli, che potrebbe ancora rimanere nel gruppo dell’Under 21, e due giovani già entrati nei radar azzurri come Lulli e Cacciamani.

La lista dei convocati dovrebbe essere ufficializzata venerdì 18 settembre e potrebbe comprendere circa 35 giocatori, includendo anche alcuni giovani destinati a lavorare con il gruppo maggiore.

L’idea è lasciare gli Under 21 a Baldini, impegnato con la Polonia nelle qualificazioni europee e con l’obiettivo olimpico sullo sfondo. Per questo anche Pisilli potrebbe rimanere a disposizione della selezione giovanile.

Romano, invece, ha già fatto una scelta. E adesso l’Italia scopre di avere un nuovo play.