L’Inter domina un Bologna irriconoscibile, vince 3-1 e si riprende la vetta della classifica.
La squadra di Chivu è padrona del campo dall’inizio alla fine, e soltanto grazie al portiere Ravaglia gli emiliani non tornano a casa con un passivo di gran lunga più pesante.
Il gol che sblocca il match è l’emblema delle idee di Chivu: ritmo, verticalità e qualità. Il mancino di Zielinski — terza rete stagionale, la seconda in campionato — nasce da una manovra sviluppata centralmente e conclusa con la collaborazione della Thu-La. Barella dirige l’azione, Thuram serve Lautaro di tacco e il capitano apre per Zielinski, che supera un Ravaglia, per il resto in versione Supercoppa. Contro l’Inter, il portiere bolognese sembra sempre trasformarsi: nel primo tempo compie quattro interventi decisivi su Lautaro, Thuram, Calhanoglu e Bastoni, a cui se ne aggiungono altri tre nella ripresa. È lui il migliore tra i felsinei.
Il raddoppio porta la firma del solito Lautaro, a segno per la quinta gara consecutiva. Sul corner battuto da Calhanoglu dalla sinistra, il Toro svetta di testa e firma il decimo gol in campionato. Il tris arriva con Thuram, ancora su palla inattiva: deviazione di spalla su sponda di Akanji. L’attenzione si sposta così sui calci piazzati, da cui l’Inter ha già realizzato dodici reti. Nella passata stagione furono 25 complessive in tutte le competizioni. Un’arma affinata nel tempo e ulteriormente valorizzata dal lavoro dello staff di Chivu, con Angelo Palombo in prima linea. Nel finale, troppo tardi per riaprire la gara, arriva il gol del Bologna con Castro, al quinto centro stagionale (83’).
Sugli spalti qualcuno si sarà domandato quale sarebbe stato l’esito senza Ravaglia, protagonista nonostante il gelo di una serata sottozero. Nel 2023 a San Siro aveva respinto un rigore a Lautaro e, a fine anno, ne aveva neutralizzati due in Supercoppa. Questa volta però i compagni non lo hanno sostenuto. L’Inter ha imposto il proprio gioco in ogni zona del campo, soprattutto a centrocampo. Il Bologna ha rinunciato al possesso, lasciando l’iniziativa ai nerazzurri e soffrendo le ripartenze. Ravaglia ha evitato un passivo più pesante con almeno sette parate, mentre Lautaro ha sfiorato la doppietta colpendo la traversa da pochi passi.
Nota finale per Matteo Lavelli, attaccante classe 2005, all’esordio in Serie A: Chivu gli ha concesso qualche minuto nel finale. Resta un ultimo ostacolo da superare per i nerazzurri: vincere uno scontro diretto. Finora l’unico successo è arrivato contro la Roma. Il prossimo appuntamento è fissato per domenica prossima: dopo Parma-Inter, a San Siro sarà il turno del Napoli.