La Lazio ha già l’occasione per trasformare un inizio che sembrava complicatissimo in qualcosa di storico. Questa sera a Udine, infatti, la squadra di Rino Gattuso va a caccia della terza vittoria consecutiva in campionato, dopo i successi contro Bologna e Genoa. Un risultato che, nella storia biancoceleste, è arrivato soltanto due volte nei primi 270 minuti della stagione.
La prima risale al 1974-75, con Tommaso Maestrelli in panchina, nell’annata successiva al primo scudetto. La seconda al 2012-13, quando fu Vladimir Petkovic a partire con tre vittorie nelle prime tre giornate. Se dovesse riuscirci anche Gattuso, entrerebbe in un club esclusivo nel quale non sono mai riusciti a entrare allenatori del calibro di Eriksson, Mancini, Zeman, Inzaghi e Sarri.
Dall’estate infernale alla possibilità di un record
Eppure, soltanto poche settimane fa, immaginare uno scenario simile sembrava quasi impossibile.
Il precampionato della Lazio è stato complicatissimo, tra il mercato condizionato dal saldo zero e una situazione ambientale tutt’altro che tranquilla. Poi è arrivata anche l’eliminazione dalla Coppa Italia, per mano del Mantova, squadra di Serie B.
Per Gattuso la nuova avventura sulla panchina biancoceleste sembrava una salita interminabile. Invece la risposta della squadra è arrivata immediatamente in campionato.
Due vittorie, sei punti e ora la possibilità di completare il percorso con un’altra impresa.
Gattuso ha già trasmesso la sua resilienza
Tra il tecnico e il record, però, c’è di mezzo un’Udinese che negli ultimi anni ha spesso creato problemi alla Lazio. E Gattuso dovrà affrontare la sfida anche con diverse assenze, soprattutto a centrocampo: Rovella, Dele-Bashiru, Marusic e Cataldi non saranno disponibili.
Il tecnico, però, sembra aver già trasferito alla squadra una delle caratteristiche che lo hanno accompagnato per tutta la carriera da calciatore: la resilienza.
«Siamo partiti non benissimo con la partita di Coppa Italia, diciamo che è stata una bella mazzata. L’abbiamo pagata però abbiamo avuto la capacità di reagire subito», ha spiegato Gattuso, sottolineando anche l’atteggiamento dei nuovi arrivati e il senso di appartenenza mostrato da chi è già da tempo nello spogliatoio.
È proprio da quella reazione che la Lazio ha costruito il suo avvio di campionato.
Frattesi, l’uomo del momento
Se i biancocelesti sono partiti così forte, una parte importante del merito è di Davide Frattesi. L’ex centrocampista dell’Inter ha deciso sia la partita di Bologna sia quella contro il Genoa, diventando immediatamente uno degli uomini simbolo della nuova Lazio.
A Udine proverà a centrare un altro obiettivo personale: segnare per la terza partita consecutiva, qualcosa che non gli è mai riuscito in carriera.
E l’avversario sembra essere quello giusto. L’Udinese è infatti la sua vittima preferita: contro i friulani ha già segnato cinque gol.
Gattuso ha chiarito di non aver avuto bisogno di convincere Frattesi a scegliere la Lazio: «È venuto alla Lazio perché l’ha voluto lui e la società ha fatto di tutto per portarlo».
Una scelta confermata dallo stesso centrocampista: «Cercavo un club che mi rimettesse al 100% all’interno di un progetto. Poi parlando anche con Gattuso che ho conosciuto in Nazionale mi sono convinto ancora di più. È stata una decisione di cui sono sicuro al 100%».
Il gruppo come punto di forza
Frattesi ha individuato proprio nello spogliatoio uno degli elementi che gli danno maggiore fiducia per il futuro.
«Si è creato un bel mix tra italiani e stranieri. Il gruppo è un punto da cui continuare a prendere spunto», ha raccontato il centrocampista.
Una sintonia che sembra essere già diventata una delle armi della Lazio. Gattuso ha trovato un gruppo disposto a seguirlo e, soprattutto, capace di reagire rapidamente alle difficoltà.
Udinese, Runjaic punta sulla difesa
Dall’altra parte ci sarà un’Udinese che vuole costruire le proprie ambizioni soprattutto sulla solidità difensiva. Kosta Runjaic ha fissato un obiettivo molto chiaro: non subire più di un gol di media a partita.
Per ora il dato è rispettato: zero gol incassati contro il Como, due contro il Monza. Ma bisogna fare meglio rispetto alla scorsa stagione, chiusa con 48 reti subite.
Contro la Lazio serviranno quindi concentrazione e continuità, con Davis chiamato ancora una volta a guidare l’attacco. L’attaccante non è ancora al 100%, ma resta fondamentale per il gioco friulano.
«È un giocatore che punta molto su sprint e duelli. Con il Venezia ha mostrato quanto sia importante per noi anche quando non segna», ha spiegato Runjaic, che dovrà però gestirne le energie: «Con la Lazio sarà la terza partita in dieci giorni per lui. Magari non farà tutti i 90’, dobbiamo gestirlo».
Una sfida tra una Lazio che vuole trasformare la propria reazione in storia e un’Udinese che punta sulla solidità per fermarla. Per Gattuso, però, il traguardo è chiarissimo: vincere ancora e iscrivere il proprio nome accanto a Maestrelli e Petkovic.