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Lazio, la notte di Sarri e Motta: “Che emozione!”

Lazio, la notte di Sarri e Motta: “Che emozione!”

Una notte di tensione, resistenza e sangue freddo spalanca alla Lazio le porte della finale di Coppa Italia. Dopo 120 minuti combattuti, i biancocelesti piegano l’Atalanta ai calci di rigore, replicando quanto già visto nei quarti a Bologna e confermandosi implacabili dagli undici metri.

Il successo vale l’accesso all’ultimo atto del 13 maggio contro l’Inter, al termine di una gara interpretata con grande attenzione tattica e capacità di soffrire nei momenti più delicati.

Per la Lazio si tratta dell’undicesima finale della sua storia nella competizione, con sette trofei già in bacheca, l’ultimo conquistato nel 2019 proprio contro l’Atalanta. In panchina, Maurizio Sarri centra invece la terza finale in una coppa nazionale, dopo quelle perse ai rigori con Chelsea e Juventus.

Stavolta il tecnico sogna il primo trionfo e nel post partita sottolinea il valore della prova dei suoi: “Abbiamo ottenuto un grande risultato perché siamo riusciti a qualificarci contro una squadra molto forte e su un campo dove tutti faticano, comprese le grandi d’Europa. Abbiamo vinto da squadra, abbiamo dimostrato ancora una volta di avere grandi valori morali. E’ stata una stagione dura, solo se hai queste caratteristiche riesci ad andare avanti. Penso che i ragazzi si siano meritati questa soddisfazione. Abbiamo eliminato le due finaliste della scorsa edizione (Milan e Bologna, ndr) e adesso una formazione di grande livello come l’Atalanta”.

Lo sguardo è già rivolto alla finale, dove ad attendere i biancocelesti ci sarà quella che oggi viene considerata la squadra più in forma del panorama italiano. “L’Inter ci è sicuramente superiore, ma nel calcio non esistono le imprese impossibili”.

Il tecnico non nasconde poi il desiderio di ritrovare il pieno sostegno del pubblico all’Olimpico: “Rispetto le loro scelte, so che soffrono comunque per noi e lo hanno dimostrato venendo all’aeroporto ad incitarci prima della partenza. Ma se tornassero all’Olimpico sarei la persona più felice del mondo”.

L’eroe della serata è senza dubbio Edoardo Motta, protagonista assoluto nella lotteria dei rigori con quattro parate su cinque tentativi degli atalantini. Solo Raspadori riesce a superarlo, poi il portiere biancoceleste si supera su Zappacosta, Scamacca, Pasalic e De Ketelaere, con interventi decisivi più che errori degli avversari. Determinante anche nel finale dei tempi regolamentari, quando riesce a deviare sul palo un colpo di testa ravvicinato di Scamacca, salvando il risultato.

A fine gara, Sarri ne esalta le qualità: “E’ un ragazzo straordinario. Deve ancora crescere, ma per come sta lavorando da buon prospetto può diventare un grande giocatore”.

Il portiere, portato in trionfo dai compagni sotto il settore ospiti, non nasconde l’emozione: “Sono felicissimo, non sto nella pelle. Segreti? Sì, qualcosa c’è, ma è meglio non dirlo”.

E poi la dedica: “La dedico ai tifosi e a tutti quelli che mi conoscono. Sono emozionato, non mi è mai capitato”.

Sul duello con l’Inter, Motta scherza ma guarda avanti con fiducia: “Spero di vincere prima dei rigori. Saremo pronti».

A chiudere il quadro è il commento di Danilo Cataldi, che sottolinea la forza del gruppo: “Edoardo è stato straordinario, anche per come si è inserito nello spogliatoio prima di questa serata. La squadra ha fatto un’impresa, l’Atalanta è una formazione forte, ma noi siamo stati davvero tosti”.

Una vittoria di carattere che proietta la Lazio verso una finale tutta da vivere.