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Si impongono i biancocelesti ai rigori: la finale sarà Inter-Lazio

La Lazio di Sarri esulta ai rigori grazie al suo giovane portiere: al termine dei supplementari il risultato era stato di 1-1.

Si impongono i biancocelesti ai rigori: la finale sarà Inter-Lazio

La Lazio conquista la finale di Coppa Italia al termine di una notte lunghissima e carica di tensione, piegando l’Atalanta soltanto ai calci di rigore. All’Olimpico si consuma una sfida equilibrata e vibrante, risolta da un protagonista inatteso: Motta, appena ventunenne, capace di neutralizzare quattro tentativi dal dischetto e trascinare i biancocelesti verso l’ultimo atto contro l’Inter.

Dopo il 2-2 dell’andata, la gara si sviluppa sul filo dell’equilibrio per oltre novanta minuti. Il punteggio resta bloccato fino al finale, quando la partita si accende improvvisamente. Al 39’ della ripresa Romagnoli si improvvisa centravanti e porta avanti la Lazio, ma la risposta dell’Atalanta è immediata: Pasalic trova l’angolo giusto da fuori area e ristabilisce la parità. Si va ai supplementari, dove i nerazzurri vedono annullarsi due reti, prima a Ederson e poi a Raspadori, entrambe cancellate dopo revisione Var.

Dal dischetto emerge tutta la freddezza della Lazio e, soprattutto, il talento del suo portiere. Su nove rigori complessivi, soltanto tre finiscono in rete: Isaksen e Taylor per i biancocelesti, Raspadori per l’Atalanta. Gli altri tentativi della squadra di Palladino si infrangono sui riflessi di Motta, decisivo su Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere. Non esecuzioni impeccabili, ma parate comunque di ottimo livello che segnano la partita.

Come già accaduto nella gara d’andata, l’Atalanta produce di più sul piano del gioco, senza però trovare concretezza sotto porta. Pressione alta, duelli a tutto campo e una manovra insistita soprattutto sulla corsia di destra non bastano a scardinare una Lazio più attendista ma pericolosa in ripartenza. Noslin si conferma riferimento offensivo credibile, mentre Gila regge la difesa nei momenti più complicati.

Nel primo tempo i bergamaschi controllano il ritmo, sfiorando il vantaggio con Zalewski, ma senza riuscire a concretizzare. La Lazio fatica inizialmente, poi cresce con il passare dei minuti, trovando migliori soluzioni di uscita e qualche trama più fluida. Nella ripresa la gara si apre definitivamente, con continui ribaltamenti di fronte e occasioni da entrambe le parti.

Il finale è un concentrato di emozioni. Dopo il botta e risposta nei minuti conclusivi, l’Atalanta sfiora anche il colpo del ko con Scamacca, fermato dalla traversa e da un grande intervento di Motta. Nei supplementari prevale la stanchezza, poi la lotteria dei rigori consegna la scena al giovane portiere biancoceleste.

La Lazio vola così in finale, dove il 13 maggio sfiderà l’Inter in una partita che vale un trofeo e un posto in Europa. L’Atalanta, invece, esce di scena dopo aver accarezzato l’impresa e dovrà ora ritrovare energie e concretezza per inseguire i propri obiettivi in campionato.