Quattro presenze e appena 131 minuti giocati dopo due mesi di stagione possono bastare per giudicare un calciatore e stabilirne l’utilità in un determinato contesto tecnico-tattico? La risposta è ovviamente no, e lo stesso vale per Nick Woltemade alla Juventus.
Arrivato negli ultimi giorni di mercato in prestito oneroso e secco dal Newcastle, l’attaccante tedesco ha trovato finora poco spazio anche per ragioni tattiche. Il 4-2-3-1 di Luciano Spalletti prevede infatti una sola punta di riferimento e, nelle gerarchie iniziali, il titolare era Randal Kolo Muani, arrivato a Torino con un investimento da 50 milioni di euro, bonus compresi. Anche il francese, però, non ha ancora rispettato pienamente le aspettative.
La Juventus si augurava che la convocazione in nazionale potesse aiutare Woltemade a ritrovare fiducia, ma l’errore commesso contro la Serbia non ha certamente contribuito a rafforzarne l’autostima. Spalletti dovrà quindi lavorare anche sull’aspetto psicologico, cercando di coinvolgere maggiormente il classe 2002. Il tedesco, del resto, possiede caratteristiche tecniche che gli permettono di giocare anche da seconda punta o alle spalle del centravanti.
Resta però il dubbio sulla formula del suo trasferimento: il prestito secco potrebbe essere un indizio del fatto che Woltemade non fosse considerato il profilo ideale per il ruolo di bomber. Per questo la dirigenza bianconera continua a monitorare il mercato in vista di gennaio e, soprattutto, della prossima estate.
Sul radar ci sono Mateo Retegui, oggi all’Al Qadsiah, e Folarin Balogun del Monaco, oltre ad Antonio Raimondo, di proprietà del Bologna. Molto dipenderà anche dal rendimento di Kolo Muani.
Se Woltemade non dovesse offrire sufficienti garanzie, la Juventus potrebbe valutare già a gennaio la chiusura anticipata del prestito e un nuovo investimento per rinforzare il reparto offensivo.