Una volta, per indicare una disfatta dell’Italia calcistica, si invocavano la Corea (del Nord) e il dentista (che poi dentista non era) Pak doo Ik, che ci eliminò a sorpresa a Inghilterra 1966.
Oggi, invece, l’elenco delle figuracce è lungo, e da ieri ancora di più. Sì, perché il ko agli spareggi con la Bosnia segna il terzo Mondiale di fila senza l’Italia (e non è che nei due prima, 2010 e 2014, la nostra presenza sia stata memorabile).
Delusione azzurra: ancora un Mondiale in tv
Il gol di Kean aveva illuso, poi sono arrivati l’espulsione di Bastoni, il pareggio (più che meritato) dei bosniaci, e infine i rigori, che a differenza di altre volte (vedi Euro 2021) ci sono stati fatali. Neanche un monumentale Donnarumma ci ha salvato e gli errori di Esposito e Cristante ci lasciano l’amaro in bocca per la terza delusione consecutiva.
Prima della Bosnia: Macedonia del Nord e Svezia
Dicevamo della Bosnia. 71esima nel ranking Fifa, guidata da Edin Dzeko, 40 anni, riserva per mezza stagione alla Fiorentina e oggi in serie B tedesca con lo Schalke 04. Insomma, non proprio una corazzata, come aveva messo in evidenza il video circolato alla vigilia in cui alcuni azzurri esultavano per il passaggio del turno dei balcanici a scapito del Galles (e pensate se avessimo trovato i gallesi, a questo punto, come sarebbe andata a finire…).

Prima della Bosnia, però, a sbarrarci la strada verso i Mondiali erano state altre due squadre sulla carta non irresistibili.
Nel 2022 a Palermo l’incredibile disfatta con la Macedonia del Nord nella semifinale degli spareggi (pochi infatti ricordano che anche in caso di vittoria avremmo dovuto giocarci un posto a Qatar 2022 con il Portogallo di CR7 e compagni): gol di Trajkovski a una manciata di minuti dalla fine e tutti a casa.
Cinque anni prima (era il 3 novembre 2017) era stata invece la Svezia a farci piangere. Sconfitta per 1-0 in Scandinavia e un mesto 0-0 a San Siro per gli Azzurri di Ventura e le lacrime di Buffon come simbolo della delusione italiana.

Un altro Mondiale a casa
E poi ci sono la Svizzera agli ultimi Europei, la Corea del Sud ai Mondiali 2002 (ma almeno lì c’era la “giustificazione” dell’arbitro Moreno) e le disastrose spedizioni 2010 (fuori al girone con Nuova Zelanda, Slovacchia e Paraguay) e 2014 (sempre fuori al primo turno con Inghilterra, Costa Rica e Uruguay). Insomma, non c’è più soltanto il “dentista” coreano tra i nostri incubi.