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Italia, Gattuso: “E’ la partita più importante della carriera”

Il CT carica l'ambiente e ribadisce la fiducia nel gruppo

Italia, Gattuso: “E’ la partita più importante della carriera”

Il commissario tecnico della Nazionale Italiana Gennaro Gattuso ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita di domani contro l’Irlanda del Nord, valevole la semifinale dei playoff per l’accesso ai Mondiali in USA e Messico 2026.

Italia, la conferenza stampa di Gattuso

Gattuso
Rino Gattuso, commissario tecnico della Nazionale

UMORE – “C’è un buon umore all’interno della squadra, sono stati tre giorni belli, con una grandissima atmosfera. È normale, sappiamo cosa ci giocheremo domani ed è giusto arrivare carichi e sentire un po’ di responsabilità e tensione. Le parole di ieri di Calafiori? Sia testa che gambe, tutte e due, domani sarà una partita in cui loro faranno pochissime cose ma ci crederanno tantissimo. Bisogna essere bravi e forti mentalmente, saper soffrire e stare là, quando abbiamo la palla giocare in velocità e portare giocatori negli ultimi 20 metri“.

BASTONI E SCAMACCA – “Panchina o dall’inizio? Vediamo, merito a lui comunque, anche Scamacca ieri ha lavorato a parte. Bisogna rispettare anche a livello strumentale la diagnosi (di Scamacca, ndr). Ma resta la voglia di questi ragazzi di mettersi a disposizione e stringere i denti, vediamo. Bastoni ieri ha fatto 30/35% con la squadra, stasera lo proviamo ancora. Scamacca un pochino più indietro. Sono loro due gli unici da valutare, tutti gli altri sono disponibili“.

RECUPERATI – “Mancini, Politano e Calafiori non hanno nulla: sono a disposizione“.

RIGORISTA – “È Retegui, gli ultimi rigori li ha tirati lui. Ieri abbiamo provato i rigori, tutti ne hanno tirati tre ciascuno. Ci siamo portati avanti. È una possibilità e lo sappiamo, abbiamo provato i rigori“.

KEAN, ESPOSITO E RETEGUI – “Chi gioca dei tre? Non penso al 31 (l’eventuale finale, ndr), ma a domani. E ho la consapevolezza di avere attaccanti forti“.

OCCHI DEI RAGAZZI – “Sicuramente è la mia gara da allenatore più importante, mi gioco tanto, ho un paese sulle spalle che vuole andare al Mondiale. Tutti i giorni, tutto il paese, la pressione c’è ma sono abituato da tantissimi anni ad averla. È la più importante della mia carriera“.

SPINTA DEL PAESE – “Senti la spinta del paese? Dal primo giorno, sono sette mesi che sento la gente che mi chiede di portarci al Mondiale. Sento che è la gara più importante della mia carriera, anche se da un po’ faccio l’allenatore. Mi sono preparato, non sto pensando alle cose che vanno male. Voglio pensare positivo, in grande, poi domani vediamo“.

DORMITO LA NOTTE? – “Domani bisogna saper soffrire sulle cose che loro fanno bene, loro buttano palla in area e poi giocano sulle seconde palle. Dobbiamo essere bravi su questo. È da mesi e mesi che ne parliamo, poi i giocatori evoluti come sono smanettano, hanno password per vedere partite e sistemi tattici. Sanno tutto bene. Da due giorni facciamo sala video, non deve mancare l’annusare il pericolo. Loro a ogni palla ci credono fortemente e dobbiamo farci trovare pronti. Sul dormire ringrazio i nostri medici, qualche pillolina aiuta. Altrimenti 4.30/5 apro gli occhi e sembro un pipistrello“.

LIPPI – “Ha detto che gli somiglio? L’ho letto e mi sono emozionato, le sue parole mi hanno emozionato e lo ringrazio“.

UN SINNER – “Lo spirito di squadra. Abbiamo giocatori importante, ma mi piacerebbe vedere il suo spirito in tutta la Nazionale“.

COSA DIRE AGLI ITALIANI – “Sta a noi. Se scendiamo in campo anche nello stadio e diamo la sensazione di stare sul pezzo tutto il resto è una conseguenza. Non possiamo chiedere nulla a nessuno, siamo artefici del nostro destino. Ci vuole grande tranquillità e la consapevolezza che sfidiamo giocatori che hanno il veleno. Loro dicono che noi non abbiamo identità, ma è giusto che lo dicano… Noi dobbiamo farci trovare pronti“.

SPAREGGI DEL PASSATO – “Non avevo bisogno di guardarli, li ho nella mia testa. Poi la verità è che se Jorginho segna all’Olimpico siamo al Mondiale. Quando io ho vinto nel 2003 se Ambrosini non s’inventa la spizzata siamo ai quarti di finale. La fortuna è una componente importante nel calcio, ma alla fine non andiamo al Mondiale dal 2014. Ma quello è il passato, pensiamo a domani“.

CAMBIATA PERCEZIONE SULLA NAZIONALE – “È vero. Ma noi domani ci giochiamo qualcosa di importante. La responsabilità non è dei tifosi, sono state due delusioni pazzesche. Ma oggi non c’è tempo di parlare del passato, ma del nostro obiettivo. Dobbiamo riuscire ad andare a questo Mondiale perché è fondamentale per noi. L’obiettivo è quello di riuscire a tornare dove siamo stati per tanti anni e anche da protagonisti“.