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Inter, Chivu: “Con Liverpool e Atletico meritavamo, stasera no”

"Faremo i playoff, siamo pronti"

Inter, Chivu: “Con Liverpool e Atletico meritavamo, stasera no”

Decisamente più forti i Gunners, fuori portata sotto ogni aspetto. L’Arsenal si è imposto come collettivo e come insieme di individualità, mostrando una superiorità netta sul piano tecnico, tattico e fisico. L’Inter ha provato a restare in partita, ma ha finito per pagare incertezze, sbavature e qualche momento di frenesia: errori che, contro una squadra del livello dell’Arsenal attuale, diventano inevitabilmente decisivi.

La corsa alla Top 8 di Champions si fa ora complicata. Anche una vittoria a Dortmund potrebbe non bastare: servirà almeno un punto per assicurarsi la parte alta del tabellone play-off, quella che garantisce il ritorno in casa. Al di là dei calcoli, però, la serata ha messo in evidenza una realtà difficile da ignorare. La distanza con le squadre costruite per evitare i play-off e approdare direttamente agli ottavi è evidente, anche per una buona Inter come quella vista in campo. Per competere alla pari in notti europee di questo livello, la rosa nerazzurra avrebbe bisogno di essere ulteriormente migliorata, rinforzata e integrata.

Una visione che, a quanto pare, non è pienamente condivisa dalla proprietà e dalla dirigenza. Se Marotta non individua reparti da potenziare, Chivu sembra invece intravedere un gruppo da far crescere attraverso il lavoro quotidiano e l’applicazione. Elementi fondamentali, ma che a certi livelli, soprattutto in Europa, rischiano di non essere sufficienti.

Lo ha ammesso lo stesso tecnico nerazzurro nel post-partita, con lucidità e ammirazione verso gli avversari: «Sono stati più forti per velocità, intensità e letture immediate». L’Inter ha avuto anche qualche occasione, soprattutto nel primo tempo, ma contro l’Arsenal di questa sera non c’è stato margine. «Mi hanno impressionato per qualità tecnica, pulizia e velocità di pensiero, oltre a un’aggressività sempre ordinata. Come qualità collettiva sono al top». Un divario che oggi resta, nonostante l’impegno totale mostrato dai nerazzurri.