Il primo vero campanello d’allarme della stagione dell’Inter non riguarda il risultato, ma uno dei suoi uomini più affidabili. Manuel Akanji ha iniziato l’annata con qualche difficoltà di troppo e Cristian Chivu ha già dimostrato di non avere problemi a intervenire, forte di una rosa costruita proprio per garantire alternative e continuità.
Nei primi 180 minuti di campionato, contro Monza e Cagliari, il difensore svizzero non è riuscito a completare una singola partita. Una situazione insolita per chi, nella passata stagione, era stato lo stakanovista della squadra, risultando il giocatore di movimento più utilizzato dall’Inter.
Akanji, due sostituzioni che raccontano un momento delicato
A Monza e poi a Cagliari, Chivu ha scelto di sostituire Akanji durante la partita. Il difensore ha così vissuto una sensazione diventata quasi sconosciuta da quando veste nerazzurro: lasciare il campo prima del novantesimo minuto.
In entrambe le occasioni il cambio ha portato in campo John Stones, suo ex compagno ai tempi del Manchester City, a conferma della profondità della rosa interista.
Il rendimento dello svizzero, però, è stato al di sotto delle aspettative. Più affaticato, meno preciso e protagonista di alcune sbavature che nella scorsa stagione erano state praticamente assenti. A Monza, ad esempio, non è stato impeccabile in occasione del gol di Varela, mentre contro il Cagliari ha rimediato un’ammonizione dopo aver fermato Maldini.
Due episodi che hanno convinto Chivu a intervenire senza esitazioni.
Nessun allarme ad Appiano Gentile
L’Inter, però, non considera la situazione preoccupante. Akanji è arrivato nell’ultimo giorno del mercato estivo del 2025 e, in un anno, si è trasformato in una pedina fondamentale della difesa nerazzurra.
La scorsa stagione, in Serie A, era stato sostituito per la prima volta soltanto alla 29ª giornata. Un dato che fotografa perfettamente il suo peso all’interno della squadra.
Dopo l’ultima amichevole contro il Betis, lo stesso Akanji aveva assicurato: «Non credo che ci vorrà molto per tornare al 100%». A pochi giorni dal primo grande appuntamento della stagione, però, la condizione migliore non è ancora tornata.
Chivu non sembra comunque intenzionato a forzare i tempi. Il vantaggio dell’Inter è proprio quello di avere alternative affidabili in ogni zona del reparto, permettendo al tecnico di gestire le energie e scegliere di volta in volta la soluzione migliore.
Contro il Napoli possibile una difesa tutta nuova
E così il prossimo impegno contro il Napoli potrebbe diventare l’occasione per cambiare nuovamente spartito. Chivu ha tre giorni per preparare il big match e potrebbe affidarsi a un terzetto composto da Benjamin Pavard, Yann Bisseck e Alessandro Bastoni.
Il francese sta vivendo una sorta di seconda vita interista dopo un’estate nella quale sembrava poter lasciare Milano. Alla fine ha disfatto le valigie e ha ritrovato centralità, mettendo in campo disponibilità e professionalità.
Bisseck, invece, è partito fortissimo. Il tedesco ha mostrato grande solidità nelle prime uscite e ha anche trovato il gol all’esordio contro il Monza. Una candidatura sempre più forte per un posto da titolare.
Poi c’è Bastoni, che nelle prime due giornate non ha brillato particolarmente ma nemmeno deluso. L’azzurro resta comunque uno degli uomini imprescindibili per Chivu e punta a essere protagonista sia a San Siro contro il Napoli sia, pochi giorni dopo, nella trasferta di Madrid contro il Real.
Inter, comincia la gestione delle energie
È proprio questo il punto centrale della stagione nerazzurra: da adesso in poi bisognerà ragionare su due fronti contemporaneamente, tra campionato e Champions League.
La profondità della rosa non è dunque un lusso, ma una necessità. E il caso Akanji lo dimostra perfettamente: l’Inter non può permettersi di aspettare che ogni giocatore ritrovi la forma migliore, soprattutto con un calendario destinato a diventare sempre più fitto.
Chivu lo sa e ha già iniziato a utilizzare le sue alternative. Il muro nerazzurro può cambiare volto senza perdere necessariamente solidità. E contro il Napoli potrebbe esserci già la prima vera dimostrazione di quanto la nuova Inter sia stata costruita per reggere il doppio impegno.