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All’Inter basta un gol di Pio Esposito: 1-0 al Lecce e Napoli a -6!

L'Inter è campione d'inverno dopo esser venuta a capo del Lecce grazie al giovane attaccante Italiano subentrato nella ripresa.

All’Inter basta un gol di Pio Esposito: 1-0 al Lecce e Napoli a -6!

Per abbattere un fortino serve forza, pazienza e alla fine anche l’uomo giusto. L’Inter lo trova nel modo più classico, affidandosi all’ariete che spacca la partita e fa saltare l’equilibrio. A San Siro basta un gol di Esposito per superare un Lecce tenace e organizzato, portare a casa tre punti pesantissimi e allungare a +6 sul Napoli, bloccato sullo 0-0 dal Parma. Dove gli azzurri avevano sbattuto senza successo contro il muro gialloblù, i nerazzurri riescono a scalfirlo dopo un’ora abbondante di lavoro ai fianchi. Il tempo necessario per riorganizzarsi, aumentare la pressione e dare la spallata decisiva.

Il Lecce, ancora alla ricerca della prima vittoria del 2026 e falcidiato dalle assenze, si presenta a Milano con l’idea chiara di resistere. Ci riesce a lungo, chiudendo ogni varco e abbassando la saracinesca con ordine e sacrificio. L’Inter palleggia, manovra, spinge soprattutto sulle corsie, ma fatica a trovare spazi puliti. I salentini tengono botta, si compattano e accettano di soffrire, consapevoli che l’unica strada percorribile è quella della partita sporca, spezzettata, fatta di raddoppi e spazzate. Il dato sul possesso palla, fermo intorno al 30%, racconta bene lo spartito scelto dalla squadra di Di Francesco.

La gara si sblocca solo al 78’, ed è una fotografia perfetta del piano di Chivu. L’ingresso di Esposito serve ad attirare pressione, a creare un punto d’appoggio centrale in un contesto in cui mancava qualcuno capace di giocare spalle alla porta. L’azione nasce da una sponda rapida per Lautaro, la conclusione dell’argentino viene respinta da Falcone e sulla ribattuta Esposito è il più lesto di tutti a colpire. Secondo gol in Serie A per lui, il primo a San Siro in campionato, sufficiente a far esplodere lo stadio e a indirizzare una partita che stava diventando una trappola.

Prima del gol, l’episodio più discusso arriva al 24’. Maresca assegna inizialmente un rigore per un contatto tra Veiga e Bonny, lanciato in verticale da Zielinski, ma dopo un lungo check al Var torna sui suoi passi: il difensore tocca prima il pallone. Quattro minuti di attesa e decisione corretta, con il punteggio che resta inchiodato sullo 0-0.

Il Lecce, nonostante le numerose defezioni, offre una prova difensiva di grande applicazione. Pressa alto a tratti, poi si abbassa in un 5-4-1 compatto, con Pierotti e Veiga attenti a chiudere le corsie e Stulic lasciato alto come unico riferimento. Le occasioni dell’Inter sono poche e quasi tutte neutralizzate da Falcone, decisivo su Bonny nel primo tempo e su Barella nella ripresa. Chivu prova a scardinare il castello con i cross, i calci piazzati, i tiri dalla distanza e l’ingresso di Lautaro, ma il muro regge fino all’ingresso dell’uomo chiave.

Alla fine, come insegna la storia, serviva l’ariete. L’Inter sfonda, conquista tre punti fondamentali, allunga sul Napoli e guarda ai prossimi impegni con fiducia e fame. Anche perché, questa volta, riesce a spezzare un tabù che in passato era costato caro. I segnali raccontano di una squadra diversa, più matura, capace di vincere anche le partite sporche. E spesso sono proprio quelle a fare la differenza.