Un ritorno che profuma di casa, di promesse mantenute e di un filo mai davvero spezzato. Lorenzo Insigne riparte da Pescara, a quattordici anni di distanza dall’ultima volta, e lo fa con la consapevolezza di chi ha scelto prima con il cuore e poi con la testa.
La presentazione ufficiale, andata in scena all’Ekk Hotel alla presenza del presidente Daniele Sebastiani e del direttore sportivo Pasquale Foggia, ha segnato l’inizio di una nuova avventura carica di significati personali e sportivi.
“Ho avuto altre proposte ma avevo promesso al presidente che in B avrei giocato solo a Pescara. Napoli? C’è stato un contatto, avevo detto che per loro avrei giocato anche gratis. Ma poi non se ne è fatto nulla”. Parole che raccontano scelte nette e sentimenti mai nascosti, pronunciate con la serenità di chi non ha rimpianti. Insigne ha poi fatto il punto sulle sue condizioni e sull’immediato futuro in campo: “Sto bene, mi sto allenando con la squadra e ho una tabella personalizzata – ha continuato l’attaccante – Anche con il Mantova volevo giocare qualche minuto. Spero che a Cesena mi tocchi uno spezzone di gara. Credo nella salvezza e vogliamo tutti fare questo regalo ai tifosi”.
Il legame con Pescara, però, va oltre il presente e si intreccia con il passato, fatto di figure decisive nella sua crescita. “Ho sentito Zeman, era contento del mio ritorno a Pescara e mi ha detto ‘fammi divertire’. Per me è stato un secondo papà”. Un rapporto che ha segnato profondamente la carriera dell’attaccante e che oggi riemerge come spinta emotiva in una fase delicata della stagione.
Il capitolo Napoli, inevitabile, resta sullo sfondo come un sogno accarezzato e mai realizzato. Insigne ne ha parlato anche ai microfoni di Radio Kiss Kiss, chiarendo i contorni di una trattativa solo abbozzata: “20 giorni fa mi ha chiamato il mio agente e mi ha detto che era stato contattato dal direttore Manna e ci sarebbe potuta essere una possibilità, ma nel frattempo mi aveva già cercato il Pescara.
Il mio agente ha spiegato al presidente Sebastiani che eravamo in contatto con il Napoli, se non si fosse concretizzato avrei accettato il Pescara”. Una dinamica trasparente, che conferma come la parola data abbia avuto un peso determinante.
Il desiderio di chiudere il cerchio in azzurro era forte, quasi viscerale, come lo stesso Insigne ha ammesso senza filtri: “Quando mi ha contattato il Napoli non ho dormito la notte, volevo terminare la carriera in azzurro, ho detto al mio agente che ero disposto a tornare gratis perché sarebbe stato un sogno. Loro poi hanno fatto altre scelte, ora spero di aiutare il Pescara a raggiungere la salvezza”. Ora il presente si chiama Serie B e lotta per non retrocedere. Una sfida diversa, ma non meno stimolante, che Insigne ha scelto di affrontare con entusiasmo e responsabilità, pronto a mettersi al servizio di una piazza che lo ha accolto come uno di famiglia.