Il Perugia incassa una nuova sconfitta contro il Pescara e vede riemergere un limite già evidenziato in altre partite: la difficoltà nel mantenere la stessa intensità per tutti i novanta minuti. Il ko ha lasciato spazio all’analisi del tecnico Aimo Diana, che ha riconosciuto le responsabilità proprie e della squadra senza cercare giustificazioni.
Il passaggio decisivo
La gara avrebbe potuto prendere una direzione diversa se Canotto avesse trasformato la chance del possibile 2-0. Il momento determinante, però, è arrivato soprattutto dopo l’intervallo, quando la formazione biancorossa è rientrata in campo con un approccio negativo e ha concesso al Pescara di aumentare la pressione.
La rimonta degli abruzzesi è maturata attraverso una serie di errori. Zelezny è stato protagonista dell’episodio che ha portato al pareggio, mentre Quirini ha causato il rigore del sorpasso. Al di là delle responsabilità individuali, Diana ha indicato un blackout collettivo come una delle cause principali del cedimento, con il Perugia incapace di reagire alla spinta degli avversari.
Un copione già visto
Il calo contro il Pescara non rappresenta un episodio isolato. Due settimane prima, nella sfida con il Vado, il Perugia aveva subito due reti, firmate da Candiano e Cernigoi, nel primo quarto d’ora della ripresa. Un andamento simile si era verificato anche a Pesaro, nella seconda giornata, quando la rimonta di Nicastro e Gambino era stata pareggiata dal gol di Sabbatani per il definitivo 2-2.
Per il Grifo, la gestione dei momenti delicati resta quindi uno degli aspetti da migliorare nel percorso di crescita. La squadra mostra di poter costruire occasioni e competere, ma paga alcune pause che compromettono prestazioni e risultati. Come ha sottolineato Diana, il Perugia non è ancora pronto per puntare a obiettivi diversi in classifica: per trovare stabilità dovrà evitare di staccare la luce e mantenere concentrazione e intensità fino al termine delle partite.