Prima dell’alba del 5 settembre 2026, oltre 200 atleti provenienti da più di 40 Paesi si sono tuffati nelle acque del Lago di Livigno per la decima edizione dell’ICON Xtreme Triathlon. La partenza, accompagnata da fiamme e tamburi, ha dato il via a una gara di endurance articolata tra acqua, strade alpine e alta quota.
Un percorso reso più duro dallo Stelvio
La competizione, nata nel 2016 e inserita nello XTRI World Tour, prevedeva 3,8 chilometri di nuoto, 195 chilometri in bicicletta e una maratona finale di 42,2 chilometri. Il tracciato ciclistico comprendeva oltre 5.000 metri di dislivello positivo e, per la prima volta, la doppia scalata del Passo dello Stelvio.
Dopo la salita da Bormio, gli atleti hanno affrontato nuovamente il passo dal versante di Prato allo Stelvio, raggiungendo il giro di boa poco oltre Glorenza. La modifica ha aggiunto circa 300 metri di dislivello a un itinerario già particolarmente selettivo. La maratona conclusiva ha condotto i partecipanti da Trepalle fino a Carosello 3000, a 3.000 metri di quota, dove si trova il traguardo più alto del circuito.
I risultati della decima edizione
Il successo maschile è andato al tedesco Simon Heiden, rimasto nelle prime posizioni fin dalla frazione di nuoto e capace di chiudere la prova in 12:27:22. Secondo il francese Victor Lemasson, del Brest Triathlon, autore di una rimonta nella parte ciclistica. Lo svizzero Meik Randegger ha completato il podio.
Tra le donne ha vinto l’italiana Vittoria Bergamini, che ha costruito il proprio vantaggio già nella frazione in acqua e lo ha mantenuto fino all’arrivo. Il suo tempo finale è stato di 14:52:13. Seconda la tedesca Eva Dengler, mentre il terzo posto è stato conquistato dalla francese Marion Lieury.
Oltre alla classifica, la prova assegna un significato particolare al completamento dell’intero percorso: chi raggiunge Carosello 3000 diventa automaticamente Icon. Il risultato richiede mesi di preparazione, allenamento e supporto logistico lungo le diverse frazioni. In questa prospettiva, il traguardo finale rappresenta l’esito comune per tutti gli atleti che riescono a concludere la gara, indipendentemente dalla posizione ottenuta.