Nessuna paura e tanta voglia di misurarsi con un avversario di valore. Rino Gattuso si avvicina alla trasferta di Napoli con un messaggio preciso per la sua Lazio: affrontare la partita con serenità, senza rinunciare alla propria identità. Alla vigilia della sfida del Maradona, l’allenatore biancoceleste ha fatto il punto sulla condizione della squadra, soffermandosi sulle difficoltà dell’impegno e sulla necessità di mantenere alta la concentrazione.
“Spensieratezza e rispetto per l’avversario”. È questa la ricetta indicata dal tecnico, che non vuole caricare ulteriormente di tensione una partita già ricca di significati. “Le pressioni specialmente per domani non le abbiamo – aggiunge il tecnico biancoceleste al termine della rifinitura di Formello -. Ma abbiamo la consapevolezza di andare in uno stadio difficile, per affrontare una squadra forte e di mentalità, anche se ora è in difficoltà. Bisogna andare forte. Tutte le gare sono toste. Non abbiamo nulla da perdere, dobbiamo giocare con la nostra identità e mentalità”.
Gattuso ha poi dedicato spazio anche al rapporto con Massimiliano Allegri, suo ex allenatore e compagno di squadra, nei confronti del quale non nasconde stima e rispetto. Il tecnico laziale conosce bene le qualità del collega e sa che la situazione del Napoli non deve trarre in inganno. “Max è stato il mio capitano, ho vinto con lui un campionato dalla B alla A. È stato il mio allenatore, la storia dice che non ho mai vinto contro di lui, è uno chiacchierato, ma spero di fare un quarto di quanto ha fatto lui in carriera. Conoscendolo, lui di stress non muore. Nei momenti di difficoltà trova sempre le cose giuste per far quadrare i conti. Non mi fido. Lui è uno sgamato”.
Per la Lazio sarà fondamentale affrontare la gara con la giusta intensità, evitando di considerarla un appuntamento alla portata. Il gruppo, secondo Gattuso, ha lavorato duramente durante la settimana e arriva all’impegno in buone condizioni. “La squadra è viva, questa settimana abbiamo spinto molto, abbiamo avuto due sedute molto dure, ma i calciatori sono pronti. Dobbiamo dimostrarlo domani e far parlare il campo”.
L’allenatore ha anche ribadito quale sia la priorità stagionale, invitando tutti a non lasciarsi condizionare dall’attuale posizione in classifica. Il traguardo immediato resta la permanenza in categoria: “Bisogna pensare partita dopo partita, mancano 12 punti, quando arriviamo a 40 facciamo una bella festa per il primo obiettivo raggiunto”.
La trasferta avrà inoltre un significato personale per Gattuso, che torna in uno stadio dove ha vissuto un’esperienza importante da allenatore. “Io sono stato benissimo a Napoli, ho vinto un trofeo. Il rammarico più grande è aver avuto per poco tempo i tifosi allo stadio visto il Covid. Ma il Napoli mi è rimasto nel cuore, è stato un onore allenare quel club”. Un legame che continua anche attraverso i rapporti mantenuti con alcune persone conosciute durante l’esperienza partenopea.
Sul fronte della formazione, non ci sarà Zaccagni, mentre rimane da valutare la situazione di Nuno Tavares, alle prese con un affaticamento muscolare. Il portoghese ha svolto l’ultima seduta senza particolari limitazioni, ma la decisione definitiva arriverà soltanto dopo ulteriori verifiche. Per il capitano biancoceleste, invece, prosegue il lavoro di recupero dopo la contusione al quadricipite. Gattuso ha spiegato che il giocatore sta seguendo un programma specifico tra piscina e doppie sedute, con nuovi controlli previsti la prossima settimana.
Buone notizie arrivano anche da Gudmundsson, che resterà a Formello durante la pausa per lavorare sul recupero. Il programma prevede un’amichevole interna per permettergli di accumulare circa 35-40 minuti. Rovella e Marusic saranno invece a disposizione per la trasferta. Il tecnico ha voluto sottolineare anche il comportamento di Zaccagni, che ha scelto di restare vicino ai compagni nonostante l’infortunio, accompagnando la squadra e presentandosi alla stazione per salutare i tifosi.
Per quanto riguarda la fascia di capitano, la scelta ricadrà su Isaksen, individuato sulla base delle presenze e dei numeri all’interno del gruppo. Infine, Gattuso ha ridimensionato l’importanza dell’attuale primato in classifica, con la Lazio davanti all’Inter di tre punti. “Io non devo pensare al primato, ma a fare le cose nostre. Noi non c’entriamo nulla lì sopra, giochiamo e viviamocela, ma senza pressione o preoccupazione”. La strada indicata dal tecnico è chiara: niente calcoli, testa alla prestazione e massima determinazione.