Il primato in classifica fa sorridere la Lazio, ma Rino Gattuso non vuole che l’entusiasmo prenda il sopravvento sulla concentrazione. La larga vittoria ottenuta sul campo del Sassuolo, travolto con sei reti, conferma lo straordinario avvio dei biancocelesti, protagonisti di un inizio di stagione da record. Il tecnico, però, preferisce guardare oltre il risultato e soffermarsi sugli aspetti da migliorare, consapevole che il cammino è ancora lungo e che le difficoltà non tarderanno ad arrivare.
Dalla trasferta del Mapei Stadium Gattuso sceglie di portare con sé soprattutto l’atteggiamento mostrato dalla squadra. “Mi porto a casa la mentalità”, spiega l’allenatore, che nell’analisi della gara non nasconde alcune lacune emerse nel corso dei novanta minuti. Il successo, infatti, non cancella la necessità di crescere nella fase difensiva, soprattutto quando viene meno la capacità di pressare gli avversari con continuità.
“La verità è che quando non siamo aggressivi dobbiamo imparare a fare blocco difensivo. Il Sassuolo è molto pericoloso e noi su questo aspetto non siamo stati molto bravi, ci ha aiutato che sono rimasti in 10. Però penso che quando lavori bene con le catene mettiamo in difficoltà gli avversari.
Parole che fotografano la filosofia del tecnico: entusiasmo sì, ma senza perdere di vista i dettagli. La Lazio ha dimostrato di avere qualità e incisività negli ultimi metri, riuscendo a sfruttare gli spazi concessi dai neroverdi. Per Gattuso, tuttavia, la crescita passa anche dalla capacità di soffrire nei momenti complicati e mantenere equilibrio quando l’intensità offensiva non basta a mettere in difficoltà gli avversari.
Il discorso si sposta inevitabilmente sulla classifica. La vetta rappresenta un traguardo importante, ma l’allenatore non vuole che diventi un pensiero fisso nello spogliatoio. “Primo posto? La classifica non bisogna guardarla sennò ti viene il mal di testa. Pensiamo partita dopo partita. Sono superstizioso, ma poi bisogna guardare la realtà. Se pensiamo che vogliamo gestire…come vogliamo gestire un attimo andiamo in difficoltà, bisogna andare e creare le situazioni che stiamo creando. Ancora una legnata nei denti non l’abbiamo presa, vedremo quando succederà, per questo non mi voglio sbilanciare. C’è solo una strada, quella del lavoro.
Un messaggio chiaro, rivolto a un gruppo che sta raccogliendo risultati importanti ma deve ancora misurarsi con passaggi delicati della stagione. Il riferimento agli ostacoli futuri non è casuale: Gattuso vuole evitare cali di tensione e impedire che le ambizioni si trasformino in presunzione.
Nel corso dell’intervista trova spazio anche un riconoscimento arrivato da Simone Inzaghi, le cui parole sulla squadra biancoceleste hanno fatto piacere al tecnico. “Mi fa piacere, lo ringrazio. Sinceramente la sua Lazio era forte, erano fastidiosi, la ricordo bene. Ringrazio Simone, per me è un onore. Se lo dice lui è importante per me e per la squadra. Noi tre mesi fa siamo usciti al primo turno della Coppa Italia e il Mantova non ha rubato nulla. Per questo dobbiamo essere bravi quando arriveranno certi momenti. In questo momento pedaliamo bene e speriamo di continuare così.”
Il riferimento all’eliminazione in Coppa Italia contro il Mantova serve a ricordare quanto possa essere sottile il confine tra una prestazione convincente e una delusione. Per questo il tecnico invita tutti a mantenere alta l’attenzione, senza lasciarsi condizionare dai risultati più recenti.
La Lazio si gode dunque il primo posto, ma il suo allenatore guarda già alle prossime sfide. La strada indicata da Gattuso non ammette scorciatoie: continuare a lavorare, correggere gli errori e affrontare ogni impegno con la stessa fame mostrata finora. Solo così il sogno biancoceleste potrà trasformarsi in qualcosa di più concreto.