Internazionale

Gasperini-Massara: storia di un rapporto teso

Le richieste disattese di Gian Piero Gasperini e l'immobilismo (forzato) di Massara hanno portato tensione nel rapporto tra i due.

Gasperini-Massara: storia di un rapporto teso

A Trigoria il clima resta teso e le voci che filtrano parlano di un equilibrio sempre più fragile. Dietro le quinte della Roma si consuma infatti un confronto continuo, fatto di incomprensioni e nervi scoperti, tra l’allenatore Gian Piero Gasperini e il direttore sportivo Ricky Massara. Un rapporto che fatica a trovare una linea di convivenza stabile e che ha finito per coinvolgere anche Claudio Ranieri, chiamato nel ruolo di senior advisor a fare da garante dell’unità interna dopo aver sponsorizzato l’arrivo del tecnico la scorsa estate. Il problema di fondo è noto: da una parte le richieste dirette e senza mediazioni di Gasperini, dall’altra i paletti economici imposti dal Fair play finanziario e dalla necessità di mantenere i conti in ordine.

Le prime frizioni risalgono al mercato estivo, quando il tecnico aveva indicato con insistenza Jadon Sancho del Manchester United e Fabio Silva del Wolverhampton come rinforzi funzionali al suo progetto. Operazioni mai decollate, frenate sia dai dubbi legati al comportamento dell’esterno inglese sia dalle perplessità sull’effettiva utilità dell’attaccante portoghese in un reparto già affollato. Il mancato arrivo dei due profili aveva lasciato strascichi evidenti, attenuati solo temporaneamente dall’avvio brillante della stagione giallorossa. Con il passare delle settimane, però, ogni domanda sulle difficoltà realizzative di Dovbyk e Ferguson, giocatori mai pienamente nelle corde dell’allenatore, ha riacceso una tensione mai sopita.

Il punto di rottura si è avvicinato a gennaio. Gasperini si aspettava rinforzi immediati e confidava di avere almeno Giacomo Raspadori già a disposizione, in attesa di sviluppi su Joshua Zirkzee. Le discussioni accese al rientro dalla trasferta di Bergamo, chiusa con una sconfitta pesante dal punto di vista emotivo, hanno segnato un nuovo strappo. In Puglia, pochi giorni dopo, l’allenatore ha scelto il silenzio nel dopo partita per evitare ulteriori scossoni.

La trattativa per Raspadori è diventata così il simbolo dello scontro interno. Da un lato il tecnico ha lamentato l’assenza di un accordo preventivo con il giocatore, dall’altro Massara avrebbe rimarcato come nemmeno Gasperini sia riuscito a convincerlo nonostante i contatti diretti. A complicare il quadro anche l’incertezza legata a Zirkzee, con il Manchester United pronto a rivalutare la sua posizione dopo l’esonero di Ruben Amorin, e le divergenze su altri profili proposti, come Fullkrug e Gudmundsson, non ritenuti prioritari dall’allenatore.

L’arrivo a Trigoria del presidente Dan Friedkin è atteso come un passaggio decisivo per raffreddare gli animi. Gasperini chiede chiarezza sui programmi futuri, soprattutto in vista dell’estate che porterà a numerosi cambiamenti in rosa. Prima ancora di chiudere operazioni di mercato, però, al club serve ritrovare un valore imprescindibile: la “pace” interna e una serenità oggi indispensabile per il futuro della Roma.