Prove di normalità. Dopo il week end più pazzo degli ultimi anni, la Fiorentina cerca di riconcentarsi solo sul campo. Vanoli si è infilato nuovamente l’elmetto che Paratici gli aveva chiesto di indossare la scorsa stagione ed è chiamato a rifare qualcosa di simile. Possibilmente anche meglio, perché il popolo viola – con l’insofferenza manifestata sabato dopo il ko con il Frosinone – ha chiaramente detto che non intende vivere un’altra stagione del genere. La falsa partenza dello scorso anno che portò al licenziamento di Pioli fu accolta con incredulità, le tre sconfitte su tre inanellate da Grosso hanno generato molta preoccupazione.
I fedelissimi
L’impressione è che Vanoli (richiamato da Paratici, nella foto di copertina) intenda ripartire dai pochi fedelissimi rimasti in rosa dal 2026-27. Pongracic e Ranieri che nelle prime partite erano stati impiegato poco in favore dei nuovi arrivati Viery e Dragusin ad esempio sicuramente torneranno al centro della difesa. Anche Dodo, che alla fine non è stato ceduto, sarà sicuramente riconsiderato. Ma il progetto del Vano ripartirà con ogni probabilità da Fagioli. Praticamente per tutta l’estate sul mercato, pareva destinato a un eterno dualismo con Oulai (che a Venezia sarà indisponibile per un problema fisico): ora una maglia a centrocampo sarà sicuramente sua.
Partita chiave
Già da venerdì a Venezia, quando andrà in scena quello che a tutti gli effetti è già uno scontro diretto. Anche i lagunari sono partiti molto male ma ovviamente Stroppa ha molte meno pressioni visto che la salvezza era l’obiettivo conclamato anche della vigilia. La Fiorentina invece ha subito l’obbligo di ripartire in un nomento in cui tutto sembra andare davvero storto: molti degli ex che se ne sono appena andati nell’ultimo turno hanno segnato. Oltre a Mandragora anche Piccoli e Gudmundsson. Quasi come se al Viola Park ci fosse una sorta di maledizione che lo scorso anno Vanoli ha esorcizzato. Ci riuscirà anche stavolta?