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Ferrari, a Austin finalmente una prova d’orgoglio

Il secondo posto di Leclerc e il quarto di Hamilton sono un buon risultato, anche se manca sempre qualcosa per tornare alla vittoria

Ferrari, a Austin finalmente una prova d’orgoglio

Il copione è ormai conosciuto, ma ad Austin si è manifestato nella sua forma più evidente: la Ferrari riesce a brillare nelle prove libere e, in alcuni casi, a mantenersi competitiva fino al Q2 delle qualifiche, per poi perdere terreno proprio quando conta davvero, ovvero nella lotta per la prima fila e per costruire concrete possibilità di vittoria. Al COTA, Charles Leclerc ha dominato la giornata di venerdì, mentre Lewis Hamilton ha raccolto il testimone conquistando il miglior tempo nel terzo e ultimo turno di prove libere del sabato. Da quel momento, però, la Rossa ha smesso di brillare. Una sorta di affaticamento progressivo, difficile da spiegare e sul quale probabilmente anche all’interno della squadra non ci sono ancora certezze, ha finito per penalizzare il monegasco. Leclerc ha perso prima la possibilità di partire dalla prima fila e, successivamente, quella di provare almeno a insidiare Kimi Antonelli. Nonostante tutto, a bocce ferme, il bilancio del gruppo ferrarista resta positivo e ci sono motivi per condividere questa lettura.

Ad Austin, infatti, la Ferrari si è confermata la seconda forza in pista alle spalle della Mercedes, o meglio di Antonelli, considerando le difficoltà di Russell, disperso negli ultimi posti della top 10. La scuderia di Maranello è riuscita inoltre a prevalere nel confronto diretto con la Red Bull, confermando progressi che potrebbero rivelarsi importanti nella fase conclusiva della stagione. L’obiettivo della vittoria, come continuano a ribadire gli uomini in rosso, non è sfumato definitivamente: semplicemente, è rinviato a uno dei prossimi cinque appuntamenti ancora presenti in calendario.

La posta in gioco, del resto, va oltre la soddisfazione di chiudere l’annata con un successo. La Ferrari potrebbe candidarsi al ruolo di principale antagonista della Mercedes, o meglio di Antonelli, in vista del 2027, ormai alle porte. E intanto prende forma una suggestione capace di accendere l’entusiasmo: vedere la Rossa trionfare domenica 1. novembre a Città del Messico, proprio nel giorno in cui Kimi potrebbe conquistare il suo primo titolo iridato.