La Ferrari ha ritrovato velocità, fiducia e continuità. Adesso, però, manca l’ultimo passo: tornare sul gradino più alto del podio. Il Gran Premio del Messico rappresenta un’occasione importante per il Cavallino, reduce da una serie di risultati incoraggianti e determinato a chiudere la stagione con almeno un altro successo. Una vittoria che manca dal 5 luglio, a Silverstone, e che avrebbe un valore significativo non soltanto per la classifica, ma anche per il clima interno alla squadra in vista del 2027.
A indicare la strada è stato Charles Leclerc, secondo ad Austin e convinto che la Ferrari abbia finalmente trovato una direzione promettente. «Stiamo facendo dei passi avanti e spero in una, due, tre o cinque vittorie prima di fine anno», ha dichiarato il monegasco al termine del Gran Premio degli Stati Uniti. Parole ambiziose, che fotografano la volontà di sfruttare al massimo le ultime cinque gare del campionato.
Dopo mesi complicati, caratterizzati da prestazioni altalenanti e da una serie di cinque Gran Premi consecutivi senza podio, la scuderia di Maranello ha infatti cambiato passo. Tre piazzamenti sul podio nelle ultime tre gare hanno restituito competitività a una monoposto che, nella prima parte della stagione, aveva faticato soprattutto nel confronto con la Mercedes.
Il secondo posto conquistato da Leclerc negli Stati Uniti ha lasciato anche qualche rimpianto. Secondo il team principal Fred Vasseur, la Ferrari avrebbe potuto addirittura giocarsi la vittoria se fosse riuscita a sfruttare meglio la sessione decisiva delle qualifiche.
«In gara siamo stati quasi perfetti, ma ci sono mancati i due giri più importanti del weekend, vale a dire gli ultimi due della Q3 nelle qualifiche di sabato», ha spiegato il dirigente francese. Un limite sul quale il team dovrà intervenire immediatamente, perché partire più avanti potrebbe fare la differenza nella corsa al successo.
La prossima occasione arriverà sul circuito Hermanos Rodríguez, teatro del diciannovesimo appuntamento stagionale e di un fine settimana che potrebbe consegnare matematicamente il titolo mondiale all’italiano Kimi Antonelli. Mentre il pilota Mercedes si prepara a celebrare una stagione straordinaria, la Ferrari proverà a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella lotta per la vittoria.
A sostenere le ambizioni della Rossa ci sono innanzitutto i riscontri positivi del pacchetto di aggiornamenti introdotto ad Austin, che ha contribuito a migliorare il comportamento della SF-26. Il Messico offrirà un banco di prova particolarmente interessante per capire se i progressi siano destinati a consolidarsi anche su un circuito dalle caratteristiche molto diverse.
L’autodromo di Città del Messico si trova infatti a 2.240 metri di altitudine, una condizione unica nel calendario della Formula 1. L’aria rarefatta modifica il funzionamento delle monoposto, incidendo soprattutto sull’efficienza delle power unit e sui sistemi di raffreddamento.
In queste condizioni, i motori possono registrare una perdita di potenza rispetto ai valori abituali, mentre la gestione delle temperature diventa ancora più delicata. Variabili che potrebbero modificare i rapporti di forza tra Ferrari, Mercedes e Red Bull, offrendo alla squadra italiana un’opportunità per ridurre il divario dai principali avversari.
Il tema della power unit è particolarmente importante per Maranello. Dall’inizio del campionato, disputato con il nuovo regolamento tecnico introdotto nel 2026, il motore ha rappresentato uno dei principali punti deboli della SF-26. Proprio per questo, i tecnici lavorano da mesi allo sviluppo dell’unità destinata alla prossima stagione, considerata un passaggio decisivo per riportare stabilmente la Ferrari ai vertici.
Il finale del 2026 assume dunque un doppio significato. Da una parte c’è la necessità di raccogliere risultati importanti nell’immediato, dall’altra quella di costruire le basi tecniche e organizzative per il futuro.
In questo percorso sarà fondamentale anche la gestione di Vasseur, finito a lungo al centro delle indiscrezioni sul proprio futuro. Il francese ha continuato a chiedere calma, unità e fiducia nel lavoro della squadra, nella convinzione che soltanto un ambiente compatto possa garantire i progressi necessari per tornare a competere stabilmente per il Mondiale.
La classifica costruttori offre, almeno da questo punto di vista, motivi di soddisfazione. La Ferrari occupa saldamente la seconda posizione, con 119 punti di vantaggio su McLaren e Red Bull, entrambe protagoniste di una stagione meno continua rispetto alle aspettative.
Alle spalle della Mercedes, dominatrice del campionato con dodici vittorie, la situazione è infatti molto equilibrata. Ferrari, McLaren e Red Bull hanno conquistato due successi ciascuna, ma la maggiore regolarità mostrata dalla Rossa nella prima parte dell’anno ha permesso alla squadra di Maranello di costruire un margine consistente sulle inseguitrici.
Più incerta, invece, è la situazione nel Mondiale piloti, dove la lotta per il secondo posto resta apertissima. Alle spalle di Antonelli, ormai vicino alla conquista del titolo, si è sviluppata una battaglia che coinvolge anche entrambi i ferraristi.
Lewis Hamilton occupa attualmente la terza posizione, a un solo punto da George Russell, mentre Leclercè quinto, alle spalle di Max Verstappen, ma distante appena otto lunghezze dal compagno di squadra britannico.
Con cinque appuntamenti ancora da disputare, ogni scenario rimane possibile. Una situazione che promette un finale di stagione particolarmente intenso, ma che richiederà a Vasseur anche una gestione attenta della rivalità interna tra Hamilton e Leclerc, entrambi determinati a chiudere il campionato nella migliore posizione possibile.
Il team principal dovrà trovare il giusto equilibrio tra le ambizioni individuali dei piloti e l’interesse collettivo della Ferrari, evitando che la battaglia per la classifica comprometta il lavoro di una squadra finalmente tornata competitiva.
La priorità, del resto, è stata indicata chiaramente dallo stesso Vasseur: «Dare continuità al momento positivo delle ultime gare, continuare a spingere come squadra e metterci nelle condizioni di lottare per un altro risultato importante».
Il Gran Premio del Messico diventa così molto più di una semplice tappa verso la conclusione del Mondiale. È l’occasione per verificare la solidità dei progressi tecnici, consolidare la fiducia del gruppo e dimostrare che la Ferrari può ancora competere per la vittoria.
Dopo mesi trascorsi a inseguire, Maranello vuole tornare a dettare il passo. Un successo prima della fine dell’anno sarebbe il modo migliore per chiudere il 2026 e lanciare un segnale in vista del 2027: la Ferrari ha ritrovato la strada, ora vuole dimostrare di poter arrivare fino in fondo.