Ennesimo capitolo del complicato rapporto tra Roberto De Zerbi e la stampa. Nonostante i tre punti conquistati e una prova convincente del suo Marsiglia, vittorioso 3-1 contro il Lens, il tecnico italiano si è presentato in conferenza stampa con toni duri, dando vita a un lungo sfogo nei confronti di una parte dei giornalisti, accusati di criticarlo “in malafede”.
«Se avessi il passaporto francese sarebbe un po’ diverso», ha esordito De Zerbi, parlando come di consueto in italiano. «Sono arrivato qui con grande rispetto, ho scelto Marsiglia perché è un posto speciale. Però tanti di voi, non tutti, si sentono i padroni. Io non ho padroni». Parole forti, che hanno subito acceso il dibattito mediatico.
L’allenatore ha poi rincarato la dose, rivendicando la propria indipendenza: «Magari qualche allenatore vi scrive messaggi per tenervi buoni, io non ho il numero di telefono di nessuno di voi. Potete scrivere quello che volete. Molti sono in buona fede, altri no. Quando non c’è buona fede sto zitto, ma il passaporto per qualcuno fa la differenza. Io sono italiano e ne sono orgoglioso». E ancora: «Qualcuno pensa di poter venire al centro di allenamento da padrone, ma io padroni non ne ho. L’unico è Franck McCourt, che non è nemmeno francese».
L’attacco frontale ha scatenato una vera e propria bufera nella stampa transalpina. L’Equipe ha ricordato come lo stesso De Zerbi, già lo scorso anno, avesse ammesso di amare le polemiche, sollevando dubbi sul suo futuro: «Il suo carattere imprevedibile e impulsivo pone interrogativi, anche nei grandi club, sulla capacità di reggere contesti ad alta pressione». Ancora più dura la posizione di Le Parisien, che definisce «molto grave» il riferimento al passaporto, giudicando le sue dichiarazioni «completamente fuori luogo».
La situazione ha spinto anche il Marsiglia a intervenire con un comunicato ufficiale dai toni perentori. Il club ha ribadito di non praticare né boicottaggio né censura nei confronti dei media, ma ha sottolineato di aspettarsi il rispetto delle regole deontologiche, riservandosi di agire per tutelare la propria immagine e quella dei suoi collaboratori. Una presa di posizione che certifica come la tensione tra De Zerbi e l’ambiente mediatico sia tutt’altro che rientrata.