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Como, mercato per l’Europa: nel mirino c’è Cambiaso

Il club lombardo cerca rinforzi “italiani” per rispettare le norme UEFA e rafforzare le fasce.

Como, mercato per l’Europa: nel mirino c’è Cambiaso

Nel mondo del calcio, Europa significa sogni e opportunità, ma per il Como rappresenta anche un vincolo: per l’iscrizione alle liste UEFA della prossima stagione, la squadra guidata da Cesc Fabregas dovrà avere una rosa composta da calciatori cresciuti calcisticamente in Italia. Così, in riva al lago, la dirigenza è già al lavoro per individuare profili che possano rinforzare la squadra rispettando le regole, con un occhio particolare alle fasce, indicate da Fabregas come area prioritaria di intervento.

Cambiaso, il profilo ideale (ma difficile)

Negli ultimi giorni è emerso un nome di grande interesse: Andrea Cambiaso. Terzino versatile e duttile, con esperienza di Serie A nonostante i soli 26 anni, il giocatore della Juventus incarna le caratteristiche richieste dall’allenatore. I primi contatti sono già avvenuti, ma il percorso per portarlo al Como resta in salita, anche per il costo elevato legato al suo ruolo in una big del campionato italiano.

Nessuno è incedibile

Cambiaso è un titolare imprescindibile per Luciano Spalletti, che ne apprezza qualità tecniche e capacità di inserimento. Tuttavia, la Juventus valuta attentamente ogni offerta consistente, e un trasferimento interno alla Serie A, soprattutto in mancanza di qualificazione alla Champions, potrebbe trasformare Cambiaso in un possibile sacrificabile. Le sue qualità restano indiscutibili, ma il club bianconero non chiude completamente le porte a un’eventuale proposta interessante.

Gli ostacoli e le alternative

Il terzino juventino non è l’unico nome sul taccuino del Como. I lombardi valutano anche profili più economici come Nicolò Cambiaghi del Bologna, Fabiano Parisi della Fiorentina, Luca Pellegrini della Lazio e Lorenzo Venturino della Roma. Cambiaso resta però il sogno più ambizioso, in grado di soddisfare sia le esigenze tattiche di Fabregas sia i vincoli imposti dalle norme UEFA, pur richiedendo un investimento doppio rispetto alle alternative attualmente considerate.