Cinque atleti della provincia di Varese parteciperanno al Morocco Swim Trek, competizione di nuoto in acque libere in programma nella laguna di Dakhla, in Marocco. La manifestazione si svolgerà dal 24 al 29 novembre 2026 e riunirà circa 200 partecipanti di 20 nazionalità diverse, chiamati ad affrontare quattro giornate consecutive di gara.
Quattro tappe nella laguna
Il percorso si svilupperà nelle acque della laguna affacciata sull’Oceano Atlantico, in un territorio dove il deserto del Sahara arriva fino alla costa. Gli atleti potranno scegliere tra tre tracciati complessivi: il più lungo misura 33 chilometri, quello intermedio 30 e il più breve 19. Mara Zaniboni, nuotatrice di Ternate, affronterà proprio quest’ultimo percorso.
Dakhla è conosciuta tra gli appassionati di attività marittime per la presenza di venti intensi e costanti, condizioni che favoriscono surf, vela, windsurf e kitesurf. Gli stessi elementi ambientali possono però rendere più complessa la prova in acqua. Per i nuotatori, l’ostacolo principale sarà rappresentato dai cosiddetti chops, onde corte e ravvicinate che possono ridurre i punti di riferimento e complicare il mantenimento della direzione.
Zaniboni ha spiegato che sarà necessario trovare un equilibrio tra orientamento, velocità e ritmo, anche in vista della tappa successiva. La formula della manifestazione richiede infatti di distribuire le energie lungo più giornate, senza compromettere la prestazione successiva. La partecipazione nasce anche dalla volontà dell’atleta di misurarsi con i propri limiti e affrontare una situazione diversa dalle abituali competizioni.
La squadra varesotta
Insieme a Mara Zaniboni saranno presenti Marina Inì di Gavirate, Vito Castoro di Varano Borghi, Dominique Burg di Ispra e Samuel Mosso di Vergiate. I cinque nuotatori formano un gruppo già consolidato, seguito dall’istruttrice Camilla Montalbetti. Alcuni componenti della squadra hanno già partecipato ad altre manifestazioni internazionali, tra cui la traversata del Bosforo disputata nel 2025.
Per Zaniboni, la trasferta avrà anche un significato personale: l’atleta ha deciso di dedicare la partecipazione al ricordo del padre, scomparso recentemente. La competizione in Marocco rappresenterà così una prova sportiva e, nello stesso tempo, un impegno individuale da affrontare in un ambiente segnato dal contrasto tra la superficie dell’oceano e il paesaggio desertico.