Bergamo (BG)

Cinque cose su Atalanta-Lazio 2-3 (dopo i rigori): prima il Var, poi Motta negano la finale di Coppa Italia alla Dea

I nerazzurri ci hanno provato in ogni modo, contro degli avversari venuti a Bergamo solo a difendersi. Dai tiri dal dischetto, però, troppi errori

Cinque cose su Atalanta-Lazio 2-3 (dopo i rigori): prima il Var, poi Motta negano la finale di Coppa Italia alla Dea

Foto di Giancarlo Favaro e Atalanta

Serata piena di emozioni, purtroppo negative, per la squadra di Palladino, che esce dalla Coppa Italia ai calci di rigore sbattendo contro il giovane portiere classe 2005 Motta, che para di tutto e regala alla Lazio la finale del 13 maggio contro l’Inter. Una serata sfortunatissima alla New Balance Arena per i nerazzurri, che lasciano lo stadio con tanta amarezza.

Aperitivo in viale Giulio Cesare e abbraccio alla Dea

L’arrivo allo stadio, verso le 19.15, è un tripudio di bandiere, fumogeni e sciarpe al cielo. Il popolo dell’Atalanta si era dato appuntamento lungo viale Giulio Cesare dalle 18.30 e la sensazione che si respira è quella della grande attesa. Una partita che non regala trofei, ma rappresenta il passaggio per l’ultimo atto di Roma, contro l’Inter, il prossimo 13 maggio. Già domenica mattina, di ritorno dalla Capitale, il gruppo di Palladino aveva lavorato sul campo dello stadio davanti a oltre seimila appassionati in festa e ancora questa volta, sulla strada verso lo stadio, ecco le braccia della gente a sostenere de Roon e compagni. «Dov’è l’Atalanta siamo noi», recitava un vecchio striscione. Vero come non mai.

La voglia di andare in finale, il bisogno di crederci. Sempre

Spiegare l’attesa per questa partita, dopo tre finali perse negli ultimi anni, non è semplice. La Coppa Italia è sempre un sogno per chi, in tutta la sua storia, ha vinto solo una volta questo trofeo a fronte di sei finali disputate. Raggiungere l’ultimo atto è stato il pensiero fisso di tutti gli appassionati nelle ultime settimane, con la semifinale di andata contro la Lazio giocata addirittura lo scorso 6 marzo, quando la Dea era ancora in corsa in Champions League. Dopo quel 2-2 all’Olimpico, la gara senza appello alla New Balance Arena: una gara da vincereo.

Tutto confermato rispetto alle attese, Kolasinac c’è

Oltre al dubbio tattico tra Scamacca e Krstovic, risolto a favore del montenegrino, alla vigilia erano da valutare le condizioni di Scalvini e Kolasinac e alla lettura delle formazioni ufficiali tutto è chiaro: da vero guerriero, il bosniaco è in campo e anche il numero 42 italiano gioca regolarmente. Per il resto, l’Atalanta è quella attesa, con il 3-4-2-1 sostenuto in avanti da Zalewski e De Ketelaere. Nella Lazio qualche sorpresa, con Cancellieri al posto di Isaksen e Patric mediano invece di Cataldi. Entrambi i tecnici scelgono di portarsi in panchina diversi elementi da giocarsi a gara in corso, come, in casa Atalanta, Pasalic, Raspadori e Scamacca.

Primo tempo con un po’ di Atalanta e la Lazio col bus

Fino al riposo c’è in campo solo l’Atalanta, che si mette in mostra nelle due fasi (offensiva e difensiva) contro una Lazio che decide di piazzare il bus davanti alla porta di Motta e quasi non prova nemmeno a ribaltare l’azione. La Dea attacca (10-2 i tiri, 1-0 quelli in porta) e la Lazio pensa quasi solo a difendersi. Al 6′ e al 7′ De Ketelaere trova prima una bella traccia in profondità per Krstovic (ma Gila lo chiude in angolo) e poi, sul secondo palo, pesca Zalewski, che manda di testa sul fondo anticipando l’accorrente Bernasconi. Dopo una conclusione di Zalewski tra le braccia di Motta (9′), l’occasione più importante capita ancora sui piedi di Zalewski (21’), che calcia a colpo sicuro da dentro l’area di rigore su sponda di De Ketelaere ma trova Gila a mettere in angolo.

Motta superstar e Dea fuori ai rigori

Nella ripresa il copione non cambia: l’Atalanta ci prova e la Lazio si difende con tutti gli effettivi. Al 62’ viene annullato un gol di Ederson per fallo di Krstovic su Motta (corretto, aveva la mano sul pallone), ma Colombo decide di non assegnare il calcio di rigore per fallo di mano di Gila nella stessa azione, così come poco dopo fa giocare su un intervento di Scalvini di braccio a contatto con Noslin. Nel finale, la Lazio segna il vantaggio con la prima (e unica) conclusione in porta, ma appena due minuti dopo (86′) Pasalic fa l’1-1 e al 96’ serve un miracolo di Motta (il primo della serata) per deviare sul palo un colpo di testa bellissimo di Scamacca. Nei supplementari, Raspadori segna il 2-1 ma il Var annulla per fuorigioco di Zappacosta. A quel punto, di emozioni non ce ne sono più e si va ai rigori. E Motta (portiere classe 2005) para addirittura quattro conclusioni nerazzurre – a Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere -, regalando ai capitolini la finale di Coppa Italia. Mastichiamo amaro stasera…

Atalanta-Lazio 1-1 (2-3 dopo i calci di rigore)

Reti: 84’ Romagnoli (L), 86’ Pasalic (A)

Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (1° supplementare Ahanor), Djimsiti, Kolasinac (71’ Kossounnou); Zappacosta, Ederson, De Roon (71‘ Pasalic), Bernasconi (57’ Bellanova); De Ketelaere, Zalewski (71’ Raspadori); Krstovic (90’ Scamacca). All. Palladino

Lazio (3-4-3): Motta; Marusic (67’ Lazzari), Gila (77’ Provstgaard), Romagnoli, Nuno Tavares; Basic (77’ Dele-Bashiru), Patric (84’ Cataldi), Taylor; Cancellieri (67’ Isaksen), Noslin, Zaccagni (103’ Pedro). All. Sarri.

Arbitro: Colombo di Como

Ammoniti: 31’ Kolasinac (A), 37’ Cancellieri (L), 117’ Scamacca (A), 120’ Lazzari (L)