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Inter, difesa in crisi: Chivu deve correre ai ripari

Ventidue gol fatti e quattordici subiti nelle prime otto gare: bene l'attacco, ma le amnesie difensive della formazione di Chivu preoccupano.

Inter, difesa in crisi: Chivu deve correre ai ripari

Il bottino offensivo è rimasto intatto, ma dietro l’Inter concede troppo. I primi risultati della stagione 2026-27 raccontano una squadra capace di colpire con continuità, ma ancora lontana dalla solidità che aveva caratterizzato il gruppo nella passata annata.

Cristian Chivu può contare sulla fiducia conquistata con il doblete, un margine che gli permette di affrontare le difficoltà senza finire immediatamente sul banco degli imputati. I dati, però, invitano alla riflessione: tra le prime sei giornate di campionato e le prime due di Champions League, i nerazzurri hanno realizzato 22 reti, incassandone 14.

Dodici mesi prima, a parità di partite disputate, i gol subiti erano appena sette, compresi i quattro della sconfitta per 4-3 contro la Juventus di Tudor.

La situazione attuale va letta anche alla luce delle difficoltà incontrate da Chivu all’inizio della sua avventura sulla panchina interista. Dopo le sconfitte contro Udinese e Juventus, tra la seconda e la terza giornata, una parte della tifoseria avrebbe preferito un cambio di guida tecnica, con Mourinho indicato come possibile alternativa.

Eppure, nonostante quel difficile avvio, la squadra aveva saputo ritrovare rapidamente equilibrio, soprattutto nelle gare casalinghe. A San Siro, oltre ai gol segnati in abbondanza, la difesa aveva concesso relativamente poco. Oggi, invece, il Meazza ha già visto i nerazzurri incassare dieci reti tra Serie A e coppe europee, pur senza sconfitte in campionato.

Un dato che pesa sulle ambizioni di una formazione abituata a competere ai massimi livelli. Se nella passata stagione Chivu aveva dovuto ricostruire un gruppo reduce dalla delusione dell’annata precedente, adesso le aspettative sono inevitabilmente superiori. Il tecnico ha inoltre contribuito alle scelte di mercato, ma finora non è riuscito a trovare la stessa affidabilità nella fase difensiva.

Le difficoltà coinvolgono diversi interpreti. Akanji appare meno puntuale nelle letture, Bastoni non ha offerto le garanzie attese contro il Bruges, mentre Pavard continua a incontrare ostacoli nella gestione degli avversari. Anche Stones, fermato subito da un infortunio, non ha potuto dare il contributo sperato. Il problema, tuttavia, non sembra limitato alle prestazioni dei singoli: all’Inter mancano compattezza e quella determinazione agonistica che Acerbi e De Vrij garantivano nelle situazioni più delicate.

Non significa che sia stato sbagliato rinunciare ai due veterani, ma che sarebbe servito un difensore capace di guidare il reparto nei momenti di difficoltà. Un profilo come Cuti Romero, finito all’Atletico Madrid, avrebbe potuto aggiungere aggressività e personalità. Una scelta di mercato che oggi lascia qualche rimpianto, mentre il Cholo Simeone può godersi il nuovo innesto.

In Serie A, il talento offensivo può ancora rimediare agli errori, come dimostra la rimonta contro l’Udinese dopo un avvio che aveva portato l’Inter sotto di due reti. In Europa, invece, il margine è molto più ristretto. Anche le avversarie meno quotate affrontano la Champions con intensità e concentrazione costanti, punendo ogni disattenzione.

Per proseguire il cammino continentale servirà un cambio di passo immediato. Chivu conserva ancora fiducia e tempo per intervenire, ma dovrà utilizzarli per restituire certezze a una retroguardia che oggi rappresenta il principale ostacolo alle ambizioni nerazzurre.