Internazionale

Champions League, notte da brividi per Arteta e Arbeloa

Situazioni diverse ma stessa necessità di vincere

Champions League, notte da brividi per Arteta e Arbeloa

Sarà forse una suggestione degna di Febbre a 90°, oppure semplicemente il peso della storia, ma seguire l’Arsenal non è mai un’esperienza tranquilla. Anche quando tutto sembra procedere per il verso giusto e l’idea di una stagione vincente appare concreta, emerge sempre qualche crepa. Arteta ha provato a cambiare approccio: meno estetica e più pragmatismo, puntando su episodi, calci piazzati e gestione del ritmo, anche con qualche furbizia al limite. Eppure, nemmeno questa trasformazione sembra bastare.

D’altronde, nella storia dei Gunners, i trionfi arrivano raramente senza momenti quasi irreali. Basta ricordare il leggendario gol di Michael Thomas nel 1989, all’ultimo respiro, simbolo di un destino che si compie solo quando tutto si allinea perfettamente. A Londra nord lo sanno bene: si festeggia davvero solo quando si solleva un trofeo.

Eppure, nelle scorse settimane qualcuno aveva iniziato a sognare addirittura un “quadriplete”. Illusioni ridimensionate rapidamente: il Manchester City ha conquistato la Coppa di Lega, mentre il Southampton ha fermato l’Arsenal in FA Cup. In campionato, la squadra di Pep Guardiola si è rifatta sotto, rendendo la corsa al titolo tutt’altro che chiusa.

Resta aperta la possibilità di un doppio successo tra Premier League e Champions League, ma la tenuta mentale della squadra lascia perplessi. La sconfitta interna contro il Bournemouth lo dimostra chiaramente. Anche il successo in trasferta contro lo Sporting CP, pur importante, non basta a dissipare i dubbi in vista del ritorno all’Emirates e di una possibile semifinale contro l’Atlético Madrid.

Se la situazione dell’Arsenal è incerta, quella del Real Madrid appare ancora più delicata. Dopo la sconfitta interna, la rimonta contro il Bayern Monaco sembra un’impresa ardua. Nemmeno una rosa piena di campioni garantisce certezze, e la pressione della dirigenza, con Florentino Pérez in prima linea, si fa sentire. Senza un’impresa all’Allianz Arena, il rischio di una stagione fallimentare è più concreto che mai.