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De Marco a Open Var: “Bastoni? La simulazione ci poteva stare”

La simulazione di Alessandro Bastoni così come tutti gli altri episodi di giornata sono stati commentati da Andrea De Marco a Open Var.

De Marco a Open Var: “Bastoni? La simulazione ci poteva stare”

Alessandro Bastoni al centro del dibattito calcistico. Anche oggi. Il dopo gara della 25esima giornata di Serie A non ha placato le polemiche, anzi. A infiammare il dibattito è stato soprattutto quanto accaduto nel Derby d’Italia, con decisioni arbitrali finite sotto la lente d’ingrandimento di addetti ai lavori e tifosi.

A fare chiarezza ci ha pensato Andrea De Marco, ex arbitro e oggi responsabile dei rapporti istituzionali Can A e B della Figc, intervenuto a Open Var, il format realizzato da Dazn in collaborazione con Aia e Lega Serie A.

Il caso più spinoso riguarda il doppio cartellino giallo a Pierre Kalulu, episodio che ha indirizzato la sfida tra Inter e Juventus e acceso un acceso confronto. De Marco ha analizzato così il contatto che ha portato all’espulsione decisa da La Penna: “Il contatto è lieve, la simulazione di Bastoni ci poteva assolutamente stare”. Una valutazione netta, che si affianca al giudizio sul primo ammonimento, definito senza esitazioni “corretto”.

L’ex fischietto ha poi voluto prendere posizione sulle minacce rivolte all’arbitro e al difensore nerazzurro: “Massima solidarietà a entrambi, il dissenso nel calcio c’è sempre stato, ma quando si esce dal campo e si tocca la sfera personale non è più sport. Questi episodi vanno condannati senza se e senza ma. Le decisioni possono essere discusse, ma le minacce non devono esistere”. Parole che richiamano alla responsabilità in un momento in cui la tensione rischia di travalicare i confini del campo.

Ampio spazio anche al tema protocollo Var, soprattutto in relazione al doppio giallo. “Si parla da parecchio tempo della possibilità di intervenire sul doppio giallo e poter sanare una situazione come questa (l’espulsione di Kalulu, ndr), è chiaro che se viene espulso un giocatore per doppio giallo o rosso diretto cambia poco. Quando saranno decise le modifiche al regolamento, questo caso sarà sicuramente preso in considerazione. Speriamo che dal prossimo Mondiale si possa sanare questa parte del protocollo che penalizza una squadra in maniera eccessiva”. Un’apertura che lascia intravedere possibili novità regolamentari all’orizzonte.

Sull’operato della squadra arbitrale, De Marco ha difeso la posizione di La Penna: “La Penna era posizionato bene, dobbiamo considerare la velocità dell’azione e il fatto che lui sia stato tratto in inganno da questo movimento. Gli assistenti possono aiutare l’arbitro in campo, ma il numero due era dalla parte opposta e forse coperto da qualche calciatore, mentre Doveri era alle panchine. È molto difficile intervenire con massima certezza su una decisione presa dall’arbitro. Qui la certezza probabilmente non l’avevano”.

Nel corso della trasmissione è stato affrontato anche il tema delle simulazioni, riprendendo le recenti dichiarazioni di Gianluca Rocchi. “In queste domeniche abbiamo visto molti giocatori di tutte le squadre che cercano di prendersi un vantaggio facendo delle scene. Rocchi chiede la massima collaborazione dei calciatori da inizio campionato per evitare questi episodi. Come arbitri, cerchiamo sempre di punire il più possibile comportamenti del genere, ma dobbiamo renderci conto che non è facile valutare determinate situazioni dal campo. Se non c’è collaborazione da parte delle società stesse e dei tesserati, diventa molto complicato poter lavorare. Quando manca il rispetto è giusto che gli arbitri prendano i giusti provvedimenti”.

Tra gli episodi analizzati anche il contatto tra Carlos Augusto e McKennie al 69’ di Inter-Juventus. “Questo intervento non è stato considerato falloso in sala Var. Decisione corretta, lo step on foot deve essere un chiaro colpo sul piede, se è laterale non è punibile. In questo caso, anche l’altro contatto non è stato giudicato punibile per intensità”.

Non solo il big match di San Siro. Sotto la lente anche Lazio-Atalanta, con il rigore assegnato ai bergamaschi al 41’. “È stato bravo l’arbitro a vedere tutto dal campo: il braccio di Cataldi è alto, il fatto che prenda la palla dalla parte inferiore non vuol dire nulla. Giusta la decisione di campo e la conferma del Var Di Paolo. Bene anche la verifica del fuorigioco”.

Infine, spazio al penalty richiesto dal Como per il tocco di mano di Mandragora. “Marchetti ha valutato molto bene dal campo e Maresca è stato molto veloce nella revisione: Jacobo Ramon e Mandragora sono praticamente attaccati, il pallone finisce sul braccio del giocatore della Fiorentina ma il tocco non è punibile”. Una domenica intensa, tra episodi al limite e interpretazioni destinate a far discutere ancora a lungo.