Nazionale

Atalanta, rivoluzione in vista: D’Amico via, Palladino in bilico

Percassi ha parlato del futuro dirigenziale e tecnico: “Mancano due partite, poi vedremo cosa succederà”

Atalanta, rivoluzione in vista: D’Amico via, Palladino in bilico

Il giorno dopo la vittoria a San Siro contro il Milan, in casa Atalanta è tempo di riflessioni profonde. Nonostante il risultato prestigioso, il club bergamasco guarda già oltre, con scenari di cambiamento importanti sia sul piano dirigenziale che tecnico.

A tracciare la linea è l’amministratore delegato Luca Percassi, che ha aperto in modo esplicito alla possibilità di una separazione con il direttore sportivo Tony D’Amico.

“Forse il nostro rapporto potrebbe concludersi”

Percassi ha sottolineato il legame personale e professionale con D’Amico, senza però nascondere le incognite sul futuro:

“Ho un rapporto straordinario con lui. Lo ringrazio e so che può essere corteggiato. Mancano ancora due partite, forse il nostro rapporto potrebbe anche concludersi”.

Parole che segnano una possibile svolta nella struttura societaria nerazzurra, con il dirigente arrivato dal Verona quattro anni fa che potrebbe chiudere il suo ciclo a Bergamo.

Giuntoli tra i nomi per il dopo D’Amico

In caso di addio, l’Atalanta si farà trovare pronta. Percassi ha confermato che il club ha già iniziato a valutare possibili alternative:

“Cercheremo un sostituto all’altezza. Cristiano Giuntoli? È uno dei migliori dirigenti del calcio italiano”.

Un nome importante, anche se il dirigente attualmente al centro del mercato è seguito da diversi club.

Palladino sotto osservazione: decisione a fine stagione

Non solo dirigenza. Anche il futuro della panchina resta aperto. L’allenatore Raffaele Palladino verrà valutato solo al termine del campionato, secondo una prassi ormai consolidata in casa Atalanta.

“Con Palladino parleremo a fine campionato, come nostra abitudine”.

Il tecnico ha comunque il merito di aver risollevato la squadra dopo un avvio complicato, portandola dal 13° al 7° posto.

Una stagione tra rimonta e rimpianti

Il percorso recente ha mostrato una crescita evidente, ma anche limiti nella fase decisiva della stagione. Dopo il cambio in panchina tra Juric e Palladino, la squadra ha ritrovato continuità, ma ha perso efficacia offensiva proprio nel momento chiave.

Il dato dei gol segnati dopo 36 giornate è emblematico: 50 reti, il peggior rendimento degli ultimi anni.

Un passo indietro rispetto agli standard abituali della Dea, che dal 2016 in poi era sempre riuscita a qualificarsi stabilmente alle competizioni europee, con l’eccezione della stagione 2021-22.

Europa in bilico: tutto passa dai risultati degli altri

Il settimo posto, ancora non aritmeticamente definitivo dopo i risultati dell’ultima giornata, garantisce al massimo l’accesso alla Conference League. Ma il destino europeo dell’Atalanta non è più nelle proprie mani.

Domenica sarà decisivo lo scontro diretto contro il Bologna, mentre già da domani la squadra dovrà tifare Inter nella finale di Coppa Italia.

In caso di vittoria della Lazio, infatti, la classifica potrebbe ridisegnare gli scenari europei, spingendo la sesta forza del campionato verso l’Europa League.

Una Dea in fase di riflessione

Tra possibili addii, valutazioni tecniche e scenari europei ancora incerti, l’Atalanta si prepara a un finale di stagione decisivo anche fuori dal campo.

Un club abituato a programmare e sorprendere, che ora si trova davanti a un bivio importante per il proprio futuro sportivo e dirigenziale.