Archiviata la gara con l’Hapoel Tel Aviv, l’Atalanta si prepara a un esame più impegnativo contro il Bologna. La partita, in programma domani sera 31 agosto a Bergamo, offrirà indicazioni sulle soluzioni a disposizione della squadra di Maurizio Sarri quando il principale costruttore di gioco verrà neutralizzato.
Dal punto di vista tattico, la sfida potrebbe riproporre lo scenario visto giovedì a Miskolc. Il Bologna, pur non essendo più la formazione delle ultime due stagioni dopo alcune cessioni importanti e il cambio in panchina, dispone di valori superiori rispetto all’Hapoel. La squadra emiliana dovrebbe schierarsi con il 4-2-3-1 e affidare a Odgaard il compito di seguire a uomo Gaetano, il mediano basso scelto per dare ordine alla manovra nerazzurra.
Il nodo della costruzione
Il tecnico del Bologna, Domènec Tedesco, aveva già adottato una soluzione simile contro la Lazio, utilizzando Odgaard da trequartista con il compito di limitare Rovella, regista del 4-3-3 biancoceleste. Dopo aver osservato le prime tre partite della nuova Atalanta, è quindi plausibile che gli emiliani provino a soffocare la fonte principale del gioco avversario.
I meccanismi della squadra di Sarri sono ancora in fase di assestamento, anche perché il gruppo ha lavorato per poco tempo al completo. La dipendenza dalle iniziative di Gaetano è emersa con chiarezza nelle gare precedenti: contro il Sassuolo il centrocampista ha potuto giocare con maggiore libertà, mentre contro gli israeliani il suo rendimento è calato quando gli avversari ne hanno limitato gli spazi.
Le possibili contromisure
La gara contro il Bologna servirà dunque a capire quali alternative Sarri intenda utilizzare. Insistere nella costruzione dal basso quando il regista è schermato potrebbe esporre l’Atalanta a nuovi problemi. Tra le opzioni già sperimentate figurano il ricorso alla palla lunga del portiere, soluzione utilizzata nella ripresa a Miskolc, e l’abbassamento degli interni per favorire lo sviluppo dell’azione.
Il passaggio a soluzioni diverse dopo eventuali tentativi infruttuosi rappresenterebbe un segnale di pragmatismo. La partita consentirà inoltre di valutare l’impatto dell’arrivo di Kessié, operazione destinata a modificare gli equilibri del centrocampo. Il suo inserimento potrebbe permettere l’utilizzo del 4-2-3-1 con un trequartista, ma porta anche a otto il numero dei centrocampisti disponibili per tre posti. Con l’eventuale arrivo di un’ala, la composizione del reparto sarà uno dei temi principali dei giorni successivi.