A Bologna soffia un vento freddo, che spegne entusiasmi e accende certezze altrui. L’Atalanta passa al Dall’Ara con autorità e lascia dietro di sé la sensazione netta di una squadra che ha trovato continuità, identità e forza. La formazione di Palladino conquista tre punti pesanti, il quinto successo nelle ultime sei gare di Serie A, confermando la solidità di un progetto ormai maturo. A fare la differenza è soprattutto Krstovic, devastante dal primo minuto e capace di incidere con due gol di pregevole fattura, seconda doppietta stagionale e simbolo di una Dea concreta e lucida. Il Bologna, invece, resta intrappolato in una fase grigia: sei partite senza vittorie, terzo ko casalingo nelle ultime quattro e una prova che amplifica le difficoltà del momento.
La fotografia della serata rossoblù è racchiusa in un primo tempo senza tiri e senza personalità, con la squadra di Italiano incapace di opporsi alle continue spinte sulle corsie di Zappacosta e Bernasconi. La ripresa offre segnali leggermente diversi sul piano dell’intensità, ma non basta a cambiare il corso di una gara che l’Atalanta governa con intelligenza. Italiano cercava risposte, trova invece un’altra serata di gelo. Delude anche Orsolini, al rientro dall’inizio e sostituito all’intervallo dopo quarantacinque minuti anonimi. I nerazzurri non vincono con l’assalto continuo, bensì grazie a una struttura compatta e a una gestione matura dei momenti.
L’avvio di gara racconta subito l’inerzia del match. Dopo dieci minuti di pressing alto e possesso controllato, l’Atalanta prende campo e fiducia. Al 4’ Ederson sfiora il vantaggio con una giocata di fantasia su assist di Zalewski, ma la conclusione termina fuori. Il Bologna soffre soprattutto in mezzo, dove manca filtro e reattività: Fabbian incide poco, Dallinga fatica a trovare riferimenti. L’unica vera risposta rossoblù arriva al 17’, sull’asse Cambiaghi-Dallinga, ma l’attaccante spreca calciando alto, confermando una tendenza agli errori che pesa.
Il gol ospite è solo questione di tempo. Al 35’ Ahanor sfiora il bersaglio di testa su punizione, preludio all’azione che un minuto dopo porta allo 0-1: sviluppo sulla destra, De Ketelaere serve Krstovic che davanti a Ravaglia non sbaglia, tornando al gol dopo un lungo digiuno.
Nella ripresa il Bologna prova a cambiare volto, ma l’ingresso di Rowe al posto di Orsolini produce solo un lampo, ben controllato da Carnesecchi. L’Atalanta abbassa il ritmo, sceglie di attendere e colpisce nel momento giusto. Al 15’ il raddoppio è una sentenza: centrocampo rossoblù poco tonico, Krstovic trova spazio, disorienta Heggem e firma lo 0-2. I cambi di Italiano, Immobile compreso accolto dall’ovazione del pubblico, non riescono a riaprire la partita.