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Mercedes, la concorrenza si avvicina ma Antonelli è solido

Le Frecce d’argento restano saldamente al comando, anche se il vantaggio costruito nella prima parte della stagione si è ridotto. 

Mercedes, la concorrenza si avvicina ma Antonelli è solido

Il dominio assoluto della prima parte del campionato non c’è più. La Mercedes continua a guidare entrambe le classifiche e conserva un margine importante, ma il gruppo degli inseguitori ha finalmente trovato il modo di ridurre le distanze. Quello che Kimi Antonelli aveva ripetuto per mesi come un avvertimento quasi rituale si è trasformato nella fotografia più fedele della Formula 1 attuale: gli altri sono arrivati.

Il vantaggio non è più lo stesso

Nella prima metà della stagione le Frecce d’argento sembravano appartenere a una categoria diversa. La nuova era regolamentare aveva premiato il lavoro della squadra di Toto Wolff, capace di trasformare la propria competitività in una sequenza impressionante di risultati.

Adesso, invece, McLaren, Ferrari e Red Bull sono diventate avversarie in grado di giocarsi la vittoria praticamente ogni fine settimana. Per lo spettacolo è una notizia eccellente, perché aumenta l’incertezza e rende ogni Gran Premio più difficile da decifrare. Per Mercedes molto meno.

Il campionato, però, non è in discussione. Il vantaggio nel Mondiale Costruttori resta enorme, con 151 punti sulla Ferrari, mentre anche nella classifica Piloti la situazione è favorevole. Il vero timore di Brackley riguarda soprattutto ciò che accadrà oltre la stagione in corso.

Il 2027 potrebbe infatti presentare una griglia ancora più equilibrata. E Mercedes non vuole arrivarci con i problemi emersi a Sepang ancora irrisolti.

L’affidabilità torna a fare paura

Il primo campanello d’allarme riguarda la power unit. I problemi accusati da Russell in Canada e da Antonelli a Barcellona e Silverstone sembravano essere stati superati nella parte centrale del campionato. Il ritiro di George Russell in Malesia, però, ha riaperto una questione che la squadra sperava di aver archiviato.

Non è un dettaglio secondario. Quando il livello delle prestazioni degli avversari sale, ogni problema tecnico può trasformarsi da semplice inconveniente a perdita pesante di punti.

Mercedes deve quindi ritrovare rapidamente la propria affidabilità, soprattutto perché il margine accumulato nella prima parte della stagione non può essere considerato una garanzia eterna.

L’aggiornamento di Sepang non convince

L’altro tema è legato al pacchetto di aggiornamenti portato in pista in Malesia. Era il primo sviluppo tecnico significativo introdotto dalla squadra dallo scorso maggio e avrebbe dovuto offrire indicazioni importanti anche in vista del futuro.

Il responso di Sepang, però, non è stato quello sperato. Lo stesso Antonelli ha ammesso che il team deve ancora comprendere fino in fondo il comportamento delle novità e che sarà necessario attendere Singaporeper avere dati più significativi.

Il circuito malese, infatti, potrebbe non aver restituito una fotografia completamente attendibile del rendimento del nuovo pacchetto. Per questo Mercedes dovrà analizzare ogni dettaglio prima di decidere se proseguire sulla stessa strada o correggere la direzione dello sviluppo.

La crescita degli avversari

I numeri spiegano meglio di qualsiasi impressione quanto sia cambiato il campionato. Nei primi otto Gran Premi, Mercedes aveva conquistato sette vittorie, lasciando alla Ferrari soltanto il successo di Lewis Hamilton a Barcellona.

Nei successivi otto appuntamenti, invece, il bilancio si è completamente riequilibrato. Mercedes ha ottenuto quattro vittorie, ma le altre quattro sono state distribuite tra McLaren, Ferrari e Red Bull.

Il gruppo si è dunque avvicinato e la Mercedes non può più contare sulla stessa superiorità tecnica che aveva caratterizzato l’inizio della stagione.

Antonelli è la polizza assicurativa

In questo scenario emerge ancora una volta il peso specifico di Kimi Antonelli. Il giovane italiano ha rappresentato la grande certezza della Mercedes e ha mantenuto un rendimento straordinariamente costante anche mentre la monoposto perdeva parte del proprio vantaggio.

Nei primi otto weekend ha raccolto 171 punti, nei successivi otto altri 149, rimanendo stabilmente davanti a tutti nel campionato Piloti.

È soprattutto questo rendimento ad aver garantito alla Mercedes un margine di sicurezza che oggi si rivela preziosissimo. La situazione sarebbe molto più delicata se entrambi i piloti avessero avuto un rendimento simile a quello di Russell.

Il britannico è infatti a quota 236 punti, appena 22 in più rispetto a Hamilton, e la sua stagione è stata condizionata da un mix di problemi di affidabilità, errori, difficoltà nel trovare il feeling con la vettura e sfortuna. Il suo percorso rappresenta quasi un esempio concreto di come avrebbe potuto svilupparsi diversamente il campionato Mercedes se anche Antonelli avesse incontrato le stesse difficoltà.

Singapore per capire il futuro

Per questo la ripartenza di Singapore assume un significato particolare. Mercedes arriva alla volata finale con un vantaggio enorme, ma anche con interrogativi che non possono essere ignorati.

Antonelli aveva previsto tutto mesi fa. Gli altri si sono avvicinati davvero. Ora Wolff e il suo gruppo devono dimostrare di saper reagire, interpretando correttamente gli aggiornamenti e risolvendo definitivamente il problema dell’affidabilità.

Il titolo resta saldamente nelle mani della Mercedes. Ma la sfida più importante, in prospettiva, è già cominciata: non permettere agli altri di trasformare l’avvicinamento di oggi nel sorpasso di domani.