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Spiagge italiane, sicurezza e prevenzione ai vertici in Europa

L’Italia registra 5,7 decessi per milione di abitanti e si distingue per il modello della balneazione attrezzata. Dal 1° luglio la campagna “Annegamenti Zero” promuove una maggiore consapevolezza in mare

Spiagge italiane, sicurezza e prevenzione ai vertici in Europa

Le coste italiane si confermano tra le più sicure d’Europa. A fronte di un’elevata presenza di turisti e visitatori lungo i litorali, il sistema balneare nazionale presenta infatti uno dei migliori rapporti tra affluenza e sicurezza tra i principali Paesi europei. Secondo i dati diffusi dal Sindacato italiano balneari (Sib-Fipe), l’Italia registra 5,7 decessi per milione di abitanti, un valore che la colloca ai vertici del panorama europeo per sicurezza in mare. Un risultato legato anche alla presenza capillare degli stabilimenti balneari e al lavoro degli assistenti al salvataggio.

L’Italia davanti ai principali Paesi turistici

Il confronto con le altre destinazioni balneari europee evidenzia il buon posizionamento del nostro Paese. La Spagna registra 11,2 decessi per milione di abitanti, la Francia 10,8 e la Grecia 38,3, mentre la media europea si attesta a 11,1. Il dato italiano assume ancora più valore se rapportato ai flussi turistici. Ogni anno le coste nazionali accolgono circa 180 milioni di presenze legate al turismo balneare, a cui si aggiungono decine di milioni di escursionisti. Numeri importanti che confermano la capacità del sistema italiano di gestire un’elevata affluenza attraverso un’organizzazione strutturata, fondata sulla presenza degli operatori, sulla sorveglianza delle aree più frequentate e sulla diffusione di servizi dedicati ai visitatori.

Un sistema organizzato per la sicurezza delle spiagge

Il modello della balneazione attrezzata rappresenta uno degli elementi distintivi dell’offerta italiana. La presenza degli assistenti al salvataggio e la rete degli stabilimenti consentono infatti di garantire un controllo costante delle zone maggiormente frequentate durante la stagione estiva. A questo si aggiunge il ruolo della prevenzione, attraverso la diffusione di informazioni utili e la promozione di comportamenti corretti da parte dei bagnanti.

L’Italia conta oltre 5mila siti di balneazione

Un altro dato che caratterizza il comparto italiano riguarda il numero di aree costiere monitorate. Secondo il Report acque di balneazione della Commissione europea del 16 giugno 2026, l’Italia dispone di 5.535 siti di balneazione censiti, pari al 24,83% del totale europeo, che comprende 22.289 aree. Si tratta del numero più elevato tra i Paesi dell’Unione europea e conferma la dimensione di un settore che ogni estate accoglie milioni di persone sulle coste italiane.

Dal 1° luglio la campagna “Annegamenti Zero”

Su questo scenario si inserisce la campagna “Annegamenti Zero”, promossa dal Sindacato italiano balneari e avviata il 1° luglio. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza della prevenzione e della consapevolezza durante la permanenza in spiaggia e in mare. La campagna richiama l’attenzione su alcuni comportamenti fondamentali, come il rispetto delle indicazioni degli operatori, la valutazione delle condizioni del mare e una maggiore attenzione ai fattori che possono incidere sulla sicurezza.

La collaborazione al centro della prevenzione

I dati confermano quindi il ruolo centrale del modello balneare italiano, costruito sulla combinazione tra organizzazione, servizi e presenza degli operatori. La sicurezza in mare resta un obiettivo condiviso, che coinvolge stabilimenti, istituzioni e visitatori. Una collaborazione che permette di valorizzare le coste italiane come destinazioni accoglienti e affidabili per milioni di turisti ogni anno.