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Solo il 16% dei Comuni minori attrae turisti

Solo il 16% dei Comuni minori riesce a attrarre turisti, secondo Confturismo.

Su oltre 2.130 Comuni delle aree interne, solo 350 – ovvero il 16% del totale – riescono a esprimere la propria vocazione turistica: destinazioni che generano mediamente 128 milioni di pernottamenti con una spesa che vale 25 miliardi di euro.

Questi dati sono emersi durante il forum organizzato dalla “nuova” Confturismo, guidata da Manfred Pinzger, il cui tema centrale è stato “turismo è territorio”, evidenziando il valore delle tipicità italiane da esplorare.

La ricerca “Il valore turistico dei centri minori”, presentata da Andrea Appetecchia di Isfort, ha messo in luce le sfide nel portare i turisti a vivere le esperienze dell’entroterra e nello sviluppare nuove destinazioni. Ciò richiede progettualità, investimenti e programmazione, oltre a idee forti per guidare questo percorso.

Strategie per il turismo

Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha sottolineato che “tutta l’Italia è al centro dell’interesse dei viaggiatori” e che il turista moderno è molto informato, richiedendo un’ospitalità adeguata. Ha anche evidenziato l’importanza di considerare l’ospite straniero come un “ambasciatore” del Paese, il che richiede un approccio attento da parte degli operatori del settore.

Il ministero sta investendo molto sui Cammini spirituali, riprendendo il modello di Santiago di Compostela. Il 30 luglio verrà lanciato il Cammino di Francesco, che unirà comuni e territori, e si stanno programmando altri itinerari spirituali, con oltre 150 cammini censiti per un totale di 33mila chilometri.

Il ruolo del cicloturismo

Il cicloturismo è un altro fenomeno che può contribuire a valorizzare i centri minori. Mazzi ha proposto di creare un “Giro d’Italia” per cicloturisti, con tappe in cantine, frantoi e piccoli borghi, per redistribuire i flussi turistici e sviluppare il settore.

Il rafforzamento del turismo nelle aree interne potrebbe anche contrastare lo spopolamento e distribuire in modo più equilibrato i flussi turistici. Tuttavia, l’84% dei Comuni interessati è classificato come periferico, con difficoltà di accesso ai servizi essenziali.

Per affrontare queste sfide, è necessaria l’intermodalità, come sottolineato da Franco Gattinoni, presidente di Fto, e Gianmario Pileri, presidente di Fiavet. Gattinoni ha evidenziato che il turismo non può prescindere dai trasporti, e che è fondamentale una vera collaborazione tra pubblico e privato.

Pileri ha aggiunto che la mancanza di programmazione è un grave deficit operativo e ha sollecitato investimenti sui collegamenti turistici. Ha citato come esempio la mancanza di un volo diretto da Verona a Roma e i costi elevati dei voli tra Venezia e Roma.

Al termine del forum, Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, e Manfred Pinzger, presidente di Confturismo, hanno ribadito le richieste degli operatori turistici al governo, tra cui la ricalibrazione dei bandi di investimento, la semplificazione delle normative sul lavoro stagionale e incentivi per la resilienza al cambiamento climatico.