La compagnia aerea AirBaltic si trova attualmente in una situazione critica, con l’Ufficio del Procuratore Generale della Lettonia che ha avviato un’indagine per verificare la conformità della sua gestione finanziaria ai requisiti di legge. L’inchiesta è stata richiesta dal primo ministro lettone, Andris Kulbergs, per fare chiarezza sulle cause della crisi che sta attraversando il vettore.
Recentemente, Kulbergs ha dichiarato che sono in corso colloqui con un «investitore strategico», senza fornire ulteriori dettagli sui risultati di tali contatti. È importante notare che una precedente indagine sulla gestione finanziaria di AirBaltic era stata avviata alla fine del 2024, ma non aveva portato all’accertamento di irregolarità.
Nel 2025, AirBaltic ha registrato una perdita netta di 44,3 milioni di euro, seguita da perdite ingenti che hanno raggiunto i 70 milioni di euro all’inizio del 2026. Queste difficoltà sono state aggravate dall’aumento dei costi del carburante e dai conflitti nello spazio aereo mediorientale.
A causa di questa situazione, l’aerolinea è stata declassata a ‘CCC-‘ da Fitch Ratings, che ha evidenziato la necessità urgente di finanziamenti esterni stimati tra i 100 e i 150 milioni di euro. Inoltre, Fitch ha segnalato che AirBaltic deve rimborsare un prestito a breve termine di 30 milioni di euro concesso dal governo lettone, in scadenza ad agosto, che non è stato rispettato a giugno.
Per il mese di agosto è previsto un incontro con gli azionisti per cercare nuovi finanziamenti e prevenire un eventuale default, che comprometterebbe l’operatività della compagnia e porterebbe alla cancellazione di rotte, che potrebbero essere rilevate da altri vettori come Lot e Finnair.
AirBaltic ha già affrontato due esercizi finanziari consecutivi in perdita e sta incontrando crescenti difficoltà nel reperire nuovi investimenti. La prima grave crisi si era verificata nel gennaio del 2025, quando la compagnia aveva dovuto cancellare 19 rotte e annullare oltre 4.600 voli. Ora, la situazione finanziaria è ulteriormente peggiorata, rendendo difficile l’attrazione di nuovi investimenti.