La Supercoppa europea metterà di fronte il Psg campione d’Europa e l’Aston Villa, outsider determinato a sovvertire un pronostico che sembra già scritto. Ma la partita avrà anche un significato particolare per l’uomo chiamato a dirigerla: Omar Artan, protagonista suo malgrado di una delle vicende più controverse della vigilia del Mondiale 2026.
Il direttore di gara somalo, designato dalla Fifa per la rassegna iridata, era stato espulso dagli Stati Uniti al suo arrivo a Miami a causa di un caso di omonimia con una persona collegata a un’organizzazione terroristica. Una storia che aveva suscitato indignazione e che aveva lasciato Artan fuori dal torneo. Aleksander Ceferin, presidente Uefa, aveva poi deciso di affidargli la finale della Supercoppa come sorta di risarcimento. Questa sera, dunque, sarà lui a dirigere la sfida tra Psg e Aston Villa.
Psg, riparte la caccia ai trofei
Il Psg arriva all’appuntamento con una preparazione tutt’altro che ideale. I campioni d’Europa hanno disputato alcune amichevoli, ma con formazioni largamente composte da giovani e riserve. La maggior parte dei protagonisti del Mondiale ha infatti ripreso ad allenarsi soltanto lunedì.
Luis Enrique dovrà quindi gestire una squadra inevitabilmente ancora lontana dalla condizione migliore. Eppure il tecnico spagnolo sa come si vincono le finali. Il suo bilancio nelle gare secche con i club è impressionante: 15 vittorie in 16 finali, con l’unica eccezione rappresentata dal 3-0 incassato contro il Chelsea di Maresca nella finale del Mondiale per Club.
Il Psg, però, è abituato a vivere sotto pressione e anche questa volta l’obiettivo è chiaro: cominciare la nuova stagione con un altro trofeo.
Nel mirino il tris consecutivo
Dopo aver conquistato la Champions League e poi il Mondiale per Club, Luis Enrique vuole continuare a vincere. La Supercoppa rappresenta il primo appuntamento ufficiale della stagione e può permettere al Psg di avvicinarsi a un record prestigioso.
L’obiettivo, infatti, è conquistare la competizione per la terza volta consecutiva, impresa riuscita finora soltanto al Real Madrid di Zinedine Zidane. Marquinhos lo ha ricordato alla vigilia e il messaggio è chiaro: la fame del gruppo non è ancora terminata.
«La situazione è surreale», ha ammesso Luis Enrique, consapevole delle difficoltà legate alla preparazione. «Iniziamo con una finale, significa che abbiamo lavorato bene la scorsa stagione, ma fino a lunedì praticamente non avevo giocatori». Il tecnico non cerca alibi: «Daremo il massimo, anche se non so a che livello saremo».
Dembélé accorcia le vacanze
Tra i protagonisti più attesi ci sarà anche Ousmane Dembélé, che ha scelto di ridurre di una settimana le proprie vacanze per essere a disposizione della squadra. Dopo una stagione straordinaria, il francese è inevitabilmente tra i candidati al Pallone d’Oro.
Vitinha non ha dubbi su chi dovrebbe vincerlo: «Che sia Kvaratskhelia, Dembélé oppure Ruiz che ha vinto tutto, io voterei comunque per un parigino». Un’investitura che fotografa bene il peso del Psg nella corsa al prestigioso riconoscimento.
Tra i convocati figura anche il 18enne ex Milan Longoni, pronto a vivere una serata speciale accanto ai campioni d’Europa.
Emery vuole la sorpresa
Di fronte ci sarà un Aston Villa che non ha alcuna intenzione di recitare il ruolo della vittima designata. Unai Emery conosce bene l’ambiente Psg, avendolo allenato in passato, e sa cosa significhi affrontare Luis Enrique.
Il tecnico spagnolo ha già conquistato cinque Europa League, ma non è mai riuscito a vincere la Supercoppa europea. La sfida di Salisburgo gli offre quindi una nuova occasione per cancellare questo piccolo tabù.
«Adesso abbiamo l’occasione di alzare un trofeo contro il Psg», ha detto Emery alla vigilia. Una missione complicata, ma proprio per questo ancora più affascinante.
E in mezzo a campioni, allenatori e trofei, ci sarà Omar Artan. Per lui, più che una finale, sarà soprattutto la serata della rivincita.