Il calendario della MotoGP potrebbe perdere uno dei suoi appuntamenti più importanti. Il Gran Premio del Qatar, programmato per l’8 novembre sul circuito di Lusail, resta infatti avvolto dall’incertezza a causa della situazione nel Golfo Persico. La priorità delle istituzioni del Motomondiale è continuare a lavorare per disputare regolarmente la gara, cercando soluzioni che consentano di salvaguardare tanto l’evento quanto la sicurezza di tutte le persone coinvolte.
Ma sul tavolo non c’è soltanto la possibilità di spostare la gara. L’alternativa più drastica, quella della cancellazione definitiva, non è stata esclusa. Carlos Ezpeleta, direttore sportivo della MotoGP, ha ribadito che l’obiettivo resta correre in Qatar, ma ha anche ammesso che, dal punto di vista commerciale, una stagione con 21 appuntamenti anziché 22 sarebbe comunque sostenibile. Una posizione che lascia aperta ogni soluzione.
Decisione entro la fine di agosto
Trovare una sede alternativa in questo momento non sarebbe semplice. La situazione non è paragonabile a quella della Formula 1, che ha già dovuto fare i conti con due Gran Premi cancellati, ma anche la MotoGP ha bisogno di mantenere un equilibrio logistico e organizzativo molto complesso.
Per questo una decisione dovrebbe arrivare entro la fine di agosto, così da consentire agli organizzatori di pianificare per tempo l’eventuale modifica del calendario. Il problema, però, non sarebbe soltanto logistico. Perché quest’anno il Qatar avrebbe un peso enorme anche sulla classifica del Mondiale.
Dopo Silverstone, Jorge Martin comanda con 240 punti, ma alle sue spalle il gruppo è praticamente compatto: Marco Bezzecchi è a 209, Ai Ogura a 203, Marc Marquez a 200 e Fabio Di Giannantonio a 199. In appena 41 punti sono racchiusi i primi cinque piloti della graduatoria.
E subito dietro c’è anche Raul Fernandez, sesto a quota 184, a 56 lunghezze dalla vetta. Sei piloti sono quindi ancora pienamente coinvolti nella lotta e, con diversi weekend ancora da disputare, possono legittimamente pensare di recuperare terreno.
Quanto pesa un Gran Premio
La matematica spiega bene perché un’eventuale cancellazione del Qatar potrebbe avere conseguenze importanti. In un normale weekend di MotoGP, un pilota può conquistare fino a 37 punti: 12 nella Sprint del sabato e 25 nella gara della domenica.
Dopo Silverstone rimangono dieci appuntamenti, per un massimo teorico di 370 punti ancora disponibili. Se il Qatar venisse cancellato senza essere sostituito, i weekend diventerebbero nove e il bottino massimo scenderebbe a 333 punti.
Sono dunque 37 punti in meno da poter conquistare. Una cifra che, osservando la classifica attuale, assume un significato ancora più evidente: Ogura è esattamente a 37 punti da Martin, Marquez a 40 e Di Giannantonio a 41.
La cancellazione, naturalmente, non modificherebbe i distacchi esistenti. Ridurrebbe però le occasioni per poterli colmare.
Martin sarebbe il principale beneficiario
Ed è proprio questo l’aspetto più interessante. Dal punto di vista puramente matematico, un calendario più corto favorirebbe soprattutto chi si trova davanti.
Martin ha attualmente 31 punti di vantaggio su Bezzecchi. Con dieci weekend ancora disponibili, il pilota italiano dovrebbe recuperare in media poco più di tre punti a ogni appuntamento per raggiungere il leader. Con nove gare, invece, la media necessaria salirebbe a quasi tre punti e mezzo.
La differenza sembra minima, ma in un campionato così equilibrato può diventare decisiva. Meno gare significano infatti anche meno opportunità per gli inseguitori di sfruttare una caduta, un problema tecnico o semplicemente un weekend negativo del leader.
Lo stesso vale per tutti gli altri piloti in corsa. Un esempio è proprio Marc Marquez, reduce da un fine settimana complicato in Gran Bretagna: in un campionato lungo c’è sempre la possibilità di recuperare, mentre ogni gara cancellata riduce il margine di manovra.
Un Mondiale ancora tutto da decidere
Naturalmente nessuno nel paddock si augura davvero di perdere il GP del Qatar. Piloti come Martin, Marquez, Bezzecchi e tutti gli altri vivono per correre, per la competizione e per quel limite dei trecento chilometri orari che rende la MotoGP uno degli spettacoli più estremi dello sport.
Ma proprio perché il Mondiale 2026 è così incerto, l’eventuale cancellazione di Lusail avrebbe un peso particolare. Non cambierebbe soltanto il calendario: cambierebbe anche la quantità di occasioni a disposizione di chi insegue.
La MotoGP farà quindi tutto il possibile per salvare il suo appuntamento qatariota. Se però le condizioni non dovessero permettere di correre, bisognerà accettare l’idea di un campionato più corto. E in una stagione nella quale sei piloti sono ancora racchiusi in 56 punti, anche un solo Gran Premio in meno potrebbe trasformarsi in un fattore decisivo per assegnare il titolo.