La speranza è durata poco più di un’ora. Il tempo trascorso tra la splendida semifinale e la finale dei 100 metri degli Europei di Birmingham è stato sufficiente per trasformare la notte di Marcell Jacobs da possibile celebrazione del ritorno ai vertici in una nuova, dolorosa delusione. L’azzurro aveva appena firmato il miglior tempo del turno precedente, ma nella gara che avrebbe dovuto consacrare la sua rinascita è stato costretto a fermarsi a circa 60 metri dal traguardo per un problema all’adduttore sinistro.
Jacobs ha comunque scelto di arrivare fino in fondo, chiudendo al settimo posto in 12”26, mentre Chituru Ali ha terminato la gara in sesta posizione con 10”34. Un epilogo amarissimo per il campione uscente, che puntava al terzo titolo europeo consecutivo dopo i trionfi di Monaco 2022 e Roma 2024.
Ed è proprio questo a rendere ancora più pesante la serata di Birmingham. Jacobs aveva infatti mostrato nella semifinale segnali incoraggianti, correndo in 10”08 con vento contrario a -0,6 m/s, il miglior crono assoluto tra tutti i finalisti. Una prova nella quale, dopo una partenza non perfetta, aveva cambiato marcia e preso il largo sugli avversari, riuscendo persino a rallentare negli ultimi metri in vista dell’atto conclusivo.
Poi, però, qualcosa si è inceppato. Il problema all’adduttore si è ripresentato durante il secondo riscaldamento, proprio la zona che aveva già dato problemi a inizio luglio e che lo aveva costretto a rinunciare alla Diamond League di Montecarlo. Jacobs ha deciso comunque di presentarsi ai blocchi, consapevole del rischio.
«Ho chiuso gli occhi, pronto a rompermi qualsiasi cosa, pur di farcela», ha raccontato dopo la gara. «Avrei potuto vincere, mi sentivo alla grande e nella prima volata si era visto».
Il rammarico è enorme anche perché Jacobs avrebbe potuto entrare nella storia degli Europei. Prima di lui soltanto Valeriy Borzov e Linford Christie erano riusciti a conquistare tre titoli continentali consecutivi nei 100 metri. Il campione olimpico di Tokyo aveva dunque davanti a sé un’occasione irripetibile, ma la sua gara si è interrotta nel momento decisivo.
A vincere è stato Romell Glave, autore di un 10”09 che gli ha permesso di precedere Jeremiah Azu e il tedesco Ansah. Ali ha chiuso sesto, confermando comunque la propria presenza tra i migliori velocisti europei per la terza edizione consecutiva.
Ora la priorità per Jacobs saranno gli accertamenti medici, necessari per capire l’entità dell’infortunio e stabilire se sarà possibile partecipare alla staffetta. L’azzurro, però, non sembra intenzionato a farsi abbattere dall’ennesima difficoltà.
«Non sono uno che quando succede qualcosa di preoccupante molla o si dispera. Ci si rimette al lavoro, si capisce qual è il problema e si continua. Ho dato non il 100, ma il 200%, tutto ciò che avevo».
La delusione resta, così come resta il rimpianto per una finale che sembrava poter raccontare una storia completamente diversa. La semifinale aveva restituito il miglior Jacobs, la finale gli ha invece presentato ancora una volta il conto della sua fragilità fisica. Ma il campione non sembra avere intenzione di arrendersi: «Con Paolo stiamo lavorando benissimo e torneremo a farlo in vista del futuro».