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Vertigini al risveglio, le abitudini serali da evitare

Alcol, disidratazione e calore notturno possono favorire lo sbandamento quando ci si alza dal letto.

Svegliarsi con la testa che gira o avvertire una sensazione di vuoto quando si mettono i piedi a terra è un disturbo comune. In molti casi lo sbandamento mattutino è collegato a un calo temporaneo della pressione, noto come ipotensione ortostatica. Il passaggio dalla posizione sdraiata a quella eretta spinge il sangue verso gambe e addome; se l’organismo non riesce a compensare rapidamente, al cervello arriva per alcuni istanti meno ossigeno e può comparire la vertigine.

Alcune condizioni della sera precedente possono rendere più difficile questo adattamento. Tra i fattori da considerare ci sono il consumo di alcol, i pasti molto abbondanti, una scarsa idratazione e una temperatura eccessiva nella stanza da letto. Non si tratta necessariamente della causa di ogni episodio, ma queste situazioni possono contribuire a rendere più instabile la pressione nelle prime ore della giornata.

Le tre situazioni da non sottovalutare

Bere alcol o consumare una cena particolarmente ricca e tardiva può influire sulla stabilità dei valori pressori. L’alcol ha un effetto vasodilatatore, cioè favorisce l’allargamento dei vasi sanguigni e può contribuire alla diminuzione della pressione durante la notte. Anche la digestione di un pasto pesante richiede un maggiore afflusso di sangue a stomaco e intestino. La combinazione dei due fattori può aumentare la probabilità di sentirsi storditi quando ci si alza.

Un altro elemento è l’idratazione. Durante il sonno si perdono liquidi attraverso respirazione e sudorazione, senza introdurne di nuovi. Andare a dormire già lievemente disidratati può ridurre il volume del sangue in circolo e rendere più faticoso per il cuore mantenere valori adeguati nel passaggio alla posizione verticale. È quindi utile assumere liquidi con regolarità nell’arco della giornata, senza esagerare subito prima di coricarsi per non interrompere il riposo.

Anche dormire in un ambiente troppo caldo può avere un ruolo. Il calore favorisce la dilatazione dei vasi periferici e aumenta la sudorazione, accentuando la perdita di acqua e sali minerali. In una stanza surriscaldata la pressione può scendere più facilmente. Una temperatura intorno ai 18-19 gradi viene indicata nel testo come condizione utile a favorire un sonno più profondo e a mantenere un adeguato tono del sistema vascolare.

Come alzarsi e quando chiedere aiuto

Al mattino è consigliabile evitare di alzarsi bruscamente. Restare seduti sul bordo del letto per un paio di minuti, muovendo con delicatezza piedi e caviglie, permette all’organismo di adattarsi gradualmente. L’attivazione dei muscoli delle gambe aiuta a spingere il sangue verso l’alto. Un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente appena svegli può contribuire a reintegrare i liquidi.

Se gli episodi sono sporadici e durano pochi secondi, intervenire sulle abitudini quotidiane può essere sufficiente. È invece opportuno contattare il medico di medicina generale quando lo sbandamento diventa frequente o compare insieme a svenimenti, vista offuscata o palpitazioni. Il professionista potrà verificare anche l’eventuale ruolo di terapie in corso, compresi i farmaci antiipertensivi, o di altre condizioni che richiedano accertamenti.