Internazionale

Lacosamide, una possibile nuova strada contro l’artrosi

Test in laboratorio e su animali indicano effetti su cartilagine e dolore, ma mancano ancora prove cliniche sull’uomo.

Per chi convive con l’artrosi, il problema non riguarda soltanto il dolore. Nel tempo, infatti, l’articolazione può continuare a deteriorarsi e la ricerca sta cercando soluzioni capaci di intervenire anche sui processi che danneggiano la cartilagine. Un nuovo studio ha valutato la lacosamide, farmaco già utilizzato per alcune forme di epilessia, insieme a un sistema per rilasciarlo direttamente nell’articolazione.

Lo studio su cellule, tessuti e animali

L’interesse per la lacosamide nasce dal possibile ruolo della proteina Nav1.7, coinvolta nei circuiti del dolore e nel comportamento dei condrociti, le cellule che compongono la cartilagine. I ricercatori hanno analizzato cellule e tessuti umani colpiti dall’artrosi in laboratorio, utilizzato un modello murino di artrosi del ginocchio e sviluppato un gel iniettabile progettato per liberare gradualmente il farmaco nella sede interessata.

Nei campioni umani esaminati in laboratorio, la lacosamide ha ridotto i segnali associati alla degradazione della cartilagine e favorito alcuni marcatori collegati alla sua conservazione. Gli effetti osservati sembrano dipendere dall’azione di Nav1.7 nei condrociti, anche se il meccanismo biologico non è ancora definito in modo completo.

Nel modello animale, il trattamento ha ridotto sia il danno articolare sia i comportamenti compatibili con la presenza di dolore. La somministrazione direttamente nell’articolazione è risultata più efficace di quella sistemica, pur a dosi molto più basse. Il gel a base di collagene ha inoltre prolungato la permanenza locale della lacosamide, mantenendo i benefici negli animali per diverse settimane. La ricerca ha rilevato anche un aumento di sostanze coinvolte nella protezione e nel metabolismo della cartilagine.

Risultati interessanti, ma ancora preliminari

Un eventuale trattamento capace di agire contemporaneamente sul dolore e sul deterioramento dei tessuti potrebbe avere un interesse rilevante, perché le terapie oggi disponibili sono rivolte soprattutto alla gestione dei sintomi. Anche il rilascio locale e prolungato potrebbe, almeno in teoria, ridurre l’esposizione del resto dell’organismo e il numero delle somministrazioni. Si tratta però di ipotesi da verificare.

Il lavoro non dimostra ancora che la lacosamide sia efficace nelle persone con artrosi. Le osservazioni provengono da esperimenti di laboratorio e da animali, non da pazienti coinvolti in uno studio clinico. Inoltre, l’effetto non è aumentato in modo lineare con la dose: è emersa una possibile finestra favorevole, mentre quantità superiori o inferiori potevano risultare meno efficaci.

Per questo motivo, la lacosamide non può essere considerata una cura dell’artrosi e non ci sono elementi per modificarne la gestione quotidiana. Mancano soprattutto dati sull’efficacia e sicurezza nell’uomo, anche nel lungo periodo. Il gel per il rilascio articolare resta una tecnologia sperimentale e dovrà essere sottoposto a ulteriori verifiche, compresi studi su modelli animali di dimensioni maggiori.

La ricerca, pubblicata su Bioactive Materials, ha come titolo Collagen II hydrogel-mediated sustained delivery of lacosamide attenuates cartilage degeneration and pain in osteoarthritis. Il lavoro è identificato dal DOI 10.1016/j.bioactmat.2026.02.045. I risultati rappresentano quindi una pista da approfondire, non ancora un’opzione terapeutica disponibile.