Nazionale

Incentivi per medici e pediatri nei Comuni montani

L’associazione sollecita Governo e Regioni ad applicare le misure previste, mentre i sindaci segnalano difficoltà nell’assistenza locale.

Uncem torna a chiedere incentivi per i medici di medicina generale e i pediatri che scelgono di mantenere aperti gli studi nei Comuni montani e nelle aree più interne. L’associazione ritiene necessario intervenire per contrastare la progressiva carenza di professionisti, che preoccupa i sindaci e mette sotto pressione i servizi di assistenza presenti nei territori più periferici.

La richiesta era stata avanzata già nel luglio 2017 alla Regione e al Governo. A quasi dieci anni di distanza, secondo Uncem, le misure adottate non hanno ancora prodotto risposte sufficienti. Nel frattempo, l’assenza di medici di base e pediatri rischia di rendere più difficile per la popolazione residente l’accesso alle prestazioni sanitarie, soprattutto nei Comuni montani.

La richiesta al Ministero della Salute

L’associazione sollecita l’attuazione delle misure previste dalla normativa nazionale, anche attraverso il contratto integrativo regionale dei medici. L’obiettivo è introdurre incentivi e adeguate forme di premialità per i professionisti che decidono di aprire o mantenere uno studio nei territori montani, evitando che la scelta cada prevalentemente sulle località di fondovalle.

Secondo Uncem, senza un sostegno concreto sempre più medici e pediatri potrebbero rinunciare a lavorare stabilmente nei Comuni montani. La conseguenza sarebbe un ulteriore indebolimento della rete sanitaria territoriale, con ricadute sulle comunità residenti e sulle amministrazioni locali, già impegnate a fronteggiare la difficoltà nel garantire servizi essenziali.

La proposta non riguarda soltanto la medicina generale e la pediatria. Il presidente di Uncem Roberto Colombero ha inviato al Ministero della Salute un documento che comprende anche il potenziamento degli infermieri di comunità, delle piazzole per l’atterraggio notturno dell’elisoccorso e dei servizi territoriali. Tra gli interventi indicati figurano inoltre il rafforzamento di strutture come le case della salute e i poliambulatori pubblici.

«Gli incentivi per i medici di base, previsti anche dalla nuova legge sulla montagna, devono essere sbloccati. Ora aspettiamo atti concreti», afferma Colombero. Con il documento trasmesso al Ministero, Uncem chiede quindi che le previsioni normative siano tradotte in provvedimenti operativi e in strumenti capaci di sostenere la presenza sanitaria nelle zone montane.