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On. Manuel Vescovi, ex Segretario della Lega Toscana: “Sono stato nuovamente tirato in ballo. La vera domanda è: perché stanno andando via tutti dalla Lega Toscana?”

L'ex dirigente regionale contesta la gestione delle liste e attacca la leadership nazionale: "Invece di valorizzare il futuro si distrugge quanto costruito sul territorio"

On. Manuel Vescovi, ex Segretario della Lega Toscana: “Sono stato nuovamente tirato in ballo. La vera domanda è: perché stanno andando via tutti dalla Lega Toscana?”

Vescovi interviene dopo essere stato nuovamente chiamato in causa nella polemica sui listini bloccati:

«Nel 2015 fu la scelta unanime di una squadra che aveva ricostruito il partito. Oggi Salvini dovrebbe spiegare perché in Toscana sono state progressivamente smantellate le squadre che vincevano e perché anche quella che poteva rappresentare il futuro è stata dispersa».

«In questi giorni mi sono visto, per l’ennesima volta, tirare in ballo e chiamare direttamente in causa in una polemica interna alla Lega. Non avevo alcuna intenzione di intervenire nelle vicende di un partito al quale non appartengo più, ma quando il mio nome viene utilizzato ripetutamente ritengo corretto ristabilire i fatti».

Lo dichiara l’On. Manuel Vescovi, già Segretario della Lega Toscana, intervenendo sulla polemica relativa all’utilizzo del listino bloccato alle elezioni regionali.

«È stato ricordato che nel 2015 fui candidato nel listino regionale. È vero. Ma raccontare soltanto questo significa mostrare un fotogramma senza raccontare il film».

L’On. Manuel Vescovi ricorda di aver assunto la guida della Lega Toscana nel 2013, in un momento di fortissima difficoltà per il movimento.

«Insieme a un gruppo di persone, perché i risultati non sono mai merito di un uomo solo, ricostruimmo il partito sul territorio. Personalmente percorsi circa 400 mila chilometri e riuscimmo a raccogliere 12.500 firme autenticate, necessarie per presentare la Lega alle elezioni regionali del 2015».

«Avrei potuto essere io il candidato alla presidenza della Regione, ma preferii proporre Claudio Borghi, convinto che fosse la scelta migliore per ottenere il massimo risultato possibile. Fu poi l’intero gruppo dirigente, all’unanimità, a decidere la mia candidatura nel listino regionale. Non fu un regalo a Manuel Vescovi: fu una scelta politica per garantire continuità a chi aveva coordinato la ricostruzione di una squadra».

Il risultato furono sei consiglieri regionali e l’inizio di una stagione nella quale la Lega crebbe fortemente in Toscana e conquistò importanti amministrazioni locali.

«Non vincevo io da solo: vincevamo noi, vinceva una squadra. Nei tre anni successivi ottenemmo risultati straordinari sul territorio. Poi io stesso mi candidai alle elezioni europee con le preferenze. La politica funziona anche così: alcune volte ci si misura direttamente con le preferenze, altre volte un partito utilizza gli strumenti previsti dalla legge elettorale per garantire rappresentanza e costruire una squadra».

L’On. Manuel Vescovi ricorda inoltre che «nel 2020 anche Giovanni Galli fu inizialmente individuato per il listino regionale, salvo poi passare alla candidatura con le preferenze».

Per Vescovi, quindi, concentrare oggi la discussione esclusivamente sul listino utilizzato nel 2025 per Simoni significa non affrontare il vero problema politico.

«Nel 2025 il generale Roberto Vannacci ha avuto un ruolo determinante nel riportare la Lega Toscana da percentuali intorno al 2-2,5% a circa il 4,5%, consentendole di superare la soglia di sbarramento. Simoni, inoltre, difficilmente avrebbe potuto essere eletto con le preferenze attraverso un meccanismo elettorale nel quale Firenze ha un peso determinante. La scelta del listino aveva quindi una logica politica: individuare una persona attorno alla quale costruire una nuova squadra».

Ed è proprio questo, secondo l’On. Manuel Vescovi, il punto centrale della vicenda.

«Simoni, insieme alla squadra che si stava formando attorno a lui, poteva rappresentare il futuro della Lega Toscana. Penso a Tommaso Villa, all’On. Edoardo Ziello e a tanti altri amministratori, dirigenti e militanti che avrebbero potuto costituire una nuova classe dirigente, radicata sul territorio e capace di ricostruire il partito».

«Invece si è scelta ancora una volta un’altra strada. E il risultato è stato quello di distruggere per l’ennesima volta una squadra che poteva avere un futuro».

Secondo Vescovi, infatti, non sarebbe la prima volta.

«Salvini dovrebbe spiegare perché in Toscana sono state progressivamente allontanate proprio persone e squadre che avevano dimostrato di saper vincere. Quando guidavo la Lega Toscana avevamo costruito una classe dirigente che portava risultati. Quella squadra, invece di essere valorizzata, è stata progressivamente smantellata».

«È successo anche a Pistoia, uno dei territori nei quali la Lega otteneva risultati importanti e vinceva, dove è stato mandato via anche il segretario provinciale. Sono scelte che, politicamente, continuo a non comprendere».

Vescovi individua quindi un preciso punto di svolta nella gestione regionale.

«Dal 2019 la Toscana è stata politicamente affidata a Susanna Ceccardi. Da quel momento, a mio giudizio, è stato progressivamente disperso un patrimonio politico, amministrativo e umano costruito negli anni. E oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti».

L’On. Manuel Vescovi sottolinea anche il ruolo avuto da Vannacci alle elezioni europee.

«Credo che nei confronti di Vannacci dovrebbe esserci maggiore riconoscenza politica. Il suo consenso alle europee è stato determinante e la sua scelta nel collegio ha contribuito anche all’elezione della stessa Ceccardi. Successivamente il suo peso elettorale è stato fondamentale per consentire alla Lega di superare lo sbarramento alle regionali toscane».

«Prima è stata smantellata una squadra che aveva riportato la Lega a vincere. Poi, quando si è presentata una nuova occasione con Simoni e una nuova generazione di dirigenti, anche quella squadra è stata dispersa. Facendo così è stato distrutto tutto per l’ennesima volta».

Per Vescovi, dunque, la polemica sui listini rischia di diventare un modo per evitare la questione principale.

«A questo punto Matteo Salvini dovrebbe smettere di cercare continuamente le responsabilità negli altri e porsi una domanda molto semplice: perché dalla Lega Toscana stanno andando via tutti?»

«Perché quando esiste una squadra che vince viene smantellata? Perché quando nasce una nuova squadra che potrebbe rappresentare il futuro del partito viene dispersa?

Se succede una volta può essere un errore. Se continua a succedere, diventa una scelta politica. E i risultati della Lega Toscana sono lì a raccontarne le conseguenze».

Infine, l’On. Manuel Vescovi allarga il ragionamento alla legge elettorale nazionale e alla scelta dei parlamentari.

«Trovo davvero singolare che Salvini faccia una battaglia politica per una persona inserita nel listino bloccato in Toscana, quando a Roma sostiene un sistema elettorale che rischia di consegnare ai segretari dei partiti la scelta di fatto di tutti i 600 parlamentari.

Se il principio è che devono essere i cittadini a scegliere, allora deve valere sempre: in Toscana come a Roma.

Io sono per una legge elettorale totalmente aperta alle preferenze, nella quale siano gli elettori a decidere chi li rappresenta in Parlamento. Non posso condividere un sistema nel quale deputati e senatori vengono sostanzialmente nominati dalle segreterie nazionali dei partiti.

Per questo trovo politicamente contraddittorio scatenare una polemica enorme per un solo nome nel listino regionale toscano e contemporaneamente difendere a livello nazionale un modello nel quale la scelta dei parlamentari rimane nelle mani di pochi vertici di partito.

Se i listini bloccati sono sbagliati, sono sbagliati per uno come per seicento.

La mia posizione è chiara: preferenze e libertà di scelta per i cittadini. Devono essere gli elettori, non i segretari di partito, a scegliere i propri rappresentanti».

L’On. Manuel Vescovi conclude:

«Non sarei intervenuto se non fossi stato nuovamente chiamato in causa. Ma visto che continuano a tirarmi in ballo, allora raccontiamo tutta la storia e non soltanto il pezzo che fa comodo.

Il problema non è chi fosse nel listino nel 2015, nel 2020 o nel 2025. Il problema è capire perché, ogni volta che in Toscana nasce una squadra capace di vincere o di rappresentare il futuro della Lega, quella squadra finisce per essere smantellata.

E soprattutto rispondiamo alla domanda che conta davvero:

perché stanno andando via tutti dalla Lega Toscana?»