La dichiarazione di Federico Fornaro, deputato del Partito Democratico, intervenuto in Aula sulla riforma della legge elettorale.
Fornaro sulla riforma della legge elettorale
“La legge elettorale non è una materia arida per soli addetti ai lavori, ma definisce le regole fondamentali della nostra democrazia. Per questo avrebbe richiesto confronto, ascolto e soluzioni condivise. La maggioranza ha invece trasformato ancora una volta il Parlamento in un luogo di ratifica di decisioni già assunte altrove, nei vertici tra i leader del centro destra”. commenta Federico Fornaro in Aula.
“È una legge cucita su misura per le esigenze del centrodestra e non per l’interesse del Paese. Nessuna proposta emendativa in Commissione dell’opposizione è stata accolta, nonostante le profonde criticità evidenziate da costituzionalisti ed esperti nel corso delle audizioni. Avevamo chiesto più tempo per discutere una materia di evidente valenza costituzionale, ma ci è stato negato. La risposta è stata la tagliola sui tempi e sulla discussione degli emendamenti”.
Per Fornaro “serviva una riflessione seria sullo stato della nostra democrazia, segnata da un astensionismo senza precedenti, e un bilancio dei trent’anni trascorsi dall’abbandono del sistema proporzionale. Invece si è proceduto con una fretta ingiustificata. Il testo resta segnato da gravi vizi strutturali e di criticità costituzionale: dall’indicazione del premier sulla scheda, che ripropone surrettiziamente il premierato incidendo sulle prerogative del Presidente della Repubblica, ai dubbi di costituzionalità sul premio di maggioranza in misura fissa, sulle liste bloccate che raddoppiano e sul premio nazionale al Senato”.
“Questa riforma allontana ancora di più cittadini ed eletti, non affronta temi come voto dei fuori sede, parità di genere e firme digitali e non risponde alla crisi della partecipazione democratica. Il Partito Democratico continuerà a contrastarla in Parlamento e nel Paese perché l’Italia ha bisogno di una legge elettorale che rafforzi la rappresentanza e riavvicini l’eletto a l’elettore e non di una riforma dettata da convenienze di parte”, conclude Fornaro.