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Referendum sulla caccia, raccolta firme online fino al 2026

Necessarie 500mila sottoscrizioni valide entro il 30 settembre

È iniziata la raccolta firme per due referendum abrogativi che propongono modifiche alla normativa italiana sulla caccia. I quesiti sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale e possono essere sottoscritti online dai cittadini iscritti nelle liste elettorali, attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia.

Per firmare è necessario utilizzare un’identità digitale SPID oppure la Carta d’Identità Elettronica. La raccolta resterà aperta fino al 30 settembre 2026. Per proseguire l’iter sarà necessario ottenere almeno 500.000 firme valide. Il raggiungimento della soglia non comporterà automaticamente lo svolgimento della consultazione: i quesiti dovranno prima essere esaminati dalla Corte Costituzionale, chiamata a valutarne l’ammissibilità.

I due quesiti sulla normativa venatoria

Il primo referendum riguarda l’accesso dei cacciatori ai terreni privati. La proposta punta ad abrogare i primi due commi dell’articolo 842 del Codice Civile, che oggi consentono ai cacciatori in possesso di regolare licenza di entrare nei fondi privati non recintati per esercitare l’attività venatoria, fatta eccezione per i casi già previsti dalla legge.

In caso di approvazione del quesito, i proprietari dei terreni potrebbero vietare l’accesso ai cacciatori senza dover ricorrere alle condizioni particolari attualmente richieste dalla normativa. La modifica inciderebbe quindi sul rapporto tra il diritto di proprietà e la possibilità di svolgere attività venatoria sui fondi privati.

Il secondo quesito interviene invece sull’articolo 19-ter delle disposizioni di coordinamento del Codice Penale. Secondo i promotori, la norma esclude oggi l’applicazione di alcune disposizioni penali sulla tutela degli animali quando le attività sono regolate da leggi speciali, tra cui quella sulla caccia.

L’obiettivo dichiarato è eliminare questa eccezione, con l’intento di rendere applicabile l’attuale sistema di tutela penale degli animali anche alle attività disciplinate dalla legislazione venatoria. Anche in questo caso, l’eventuale modifica dipenderà prima dal superamento della raccolta firme e dal successivo giudizio di ammissibilità.

La procedura digitale

La sottoscrizione può essere effettuata tramite la piattaforma ufficiale del Ministero della Giustizia. Dopo l’accesso con SPID o CIE, l’utente deve selezionare il quesito, aprire la relativa scheda e scegliere l’opzione per sostenere l’iniziativa. La procedura si conclude con la conferma della firma digitale.

I due quesiti sono identificati dai numeri 7300000, dedicato all’accesso dei cacciatori ai fondi privati, e 7300001, relativo all’articolo 19-ter. Le sottoscrizioni possono essere raccolte fino alla scadenza fissata al 30 settembre 2026. Se saranno raggiunte le 500.000 adesioni valide, la documentazione sarà trasmessa alla Corte Costituzionale per la valutazione prevista prima dell’eventuale indizione del referendum popolare.